I soccorsi e il trasferimento al Gaslini
Il titolare della struttura si sarebbe tuffato in acqua portando con sé un coltello. Tagliando i capelli della bambina, sarebbe riuscito a liberarla dal punto di aspirazione e a riportarla in superficie.
Una volta fuori dall’acqua, sono iniziate le manovre di rianimazione. Sul posto sarebbero stati utilizzati il massaggio cardiaco e il defibrillatore, prima del trasferimento in elicottero all’ospedale Gaslini di Genova.
Le condizioni di Alice sono apparse subito estremamente critiche. I medici hanno tentato di salvarla, ma la bambina è morta poco dopo il ricovero. La notizia ha provocato profondo sgomento nella comunità locale.

Piscina sotto esame: il cartello per i minori
Tra i punti al vaglio degli investigatori ci sarebbe anche la possibile assenza di un cartello informativo sull’obbligo di accompagnamento dei minori di 12 anni durante l’utilizzo della piscina. Si tratta di una prescrizione prevista dalla normativa regionale.
La presenza o l’eventuale mancanza della segnaletica rappresenta però soltanto uno degli aspetti dell’indagine. La Procura dovrà verificare se tutte le regole di sicurezza fossero rispettate, quale fosse lo stato dell’impianto e come funzionasse il sistema di aspirazione della vasca.
Gli accertamenti dovranno inoltre chiarire se le protezioni presenti fossero idonee e se siano emerse altre circostanze rilevanti ai fini della vicenda. Ogni valutazione, allo stato, resta affidata alle verifiche tecniche e agli esiti dell’autopsia.
Sicurezza in piscina e il tema della cuffia
La tragedia ha riportato l’attenzione anche sull’uso della cuffia nelle piscine. Oltre alla funzione igienica, secondo un’associazione impegnata nella sicurezza, questo accessorio potrebbe offrire una forma di protezione in episodi analoghi, riducendo il rischio che i capelli vengano coinvolti nei bocchettoni di aspirazione.
Restano inoltre aperte le questioni relative agli impianti. L’Unione Europea ha formulato raccomandazioni per la sicurezza delle bocchette di aspirazione, mentre in Italia non esiste ancora una disciplina organica che imponga l’adeguamento di tutte le strutture già esistenti.
L’inchiesta sulla morte di Alice in piscina proseguirà con gli esami tecnici, l’autopsia e l’analisi della documentazione relativa all’impianto. Saranno questi passaggi a consentire all’autorità giudiziaria di ricostruire con precisione quanto accaduto e di valutare eventuali responsabilità.