Evoluzione prevista e aree a rischio nelle prossime ore
Le elaborazioni ad alta risoluzione, tra cui quelle del modello Moloch sviluppato dall’istituto CNR-ISAC, indicano una recrudescenza dell’instabilità sul Sud Italia. L’innesco dei temporali risulta più probabile tra tarda mattinata e pomeriggio, con possibili fasi di intensificazione a carattere improvviso, tipiche delle giornate convettive di fine primavera.
In Calabria l’instabilità può interessare sia i settori interni sia le aree prossime alle coste, con fenomeni che, una volta sviluppati sui rilievi, tendono a muoversi verso zone pianeggianti o litoranee. In Sicilia lo scenario appare simile, con possibilità di rovesci e temporali che possono formarsi in prossimità dei principali sistemi montuosi e poi coinvolgere aree più estese in base alla ventilazione e alla struttura delle celle.
Nei contesti più intensi, le precipitazioni possono assumere carattere di rovescio violento, concentrando in pochi minuti quantitativi significativi d’acqua. Questo tipo di evento, quando si verifica su bacini piccoli o su terreni già saturi, può determinare un aumento rapido dei livelli nei corsi d’acqua minori e nelle fiumare, oltre a criticità legate a sottopassi, strade in pendenza e zone depresse.
Perché si formano temporali così intensi: il meccanismo convettivo
L’elemento che alimenta l’instabilità è spesso il riscaldamento diurno. L’irraggiamento solare riscalda in modo progressivo la superficie terrestre; la terra, a sua volta, trasferisce calore all’aria sovrastante, rendendola più leggera e incline a salire. In presenza di sufficiente umidità, questa massa d’aria ascende e si raffredda rapidamente, favorendo la condensazione del vapore acqueo.
Quando il contrasto termico tra aria più calda nei bassi strati e aria più fredda in quota è marcato, aumentano le probabilità di nubi a sviluppo verticale esteso, come i cumulonembi. All’interno di queste strutture possono attivarsi correnti ascendenti e discendenti vigorose, responsabili di precipitazioni intense e di rapide variazioni delle condizioni al suolo.
In giornate come questa, la combinazione di calore, umidità e fattori dinamici può generare temporali localmente stazionari o a lento movimento. È proprio la lentezza dello spostamento a rendere più critico il quadro, perché le precipitazioni insistono sulle stesse aree per più tempo, aumentando il rischio di accumuli elevati in breve periodo.
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