Le violenze presunte: gli episodi ricostruiti dagli inquirenti
Secondo la ricostruzione svolta dagli investigatori, suffragata da elementi raccolti in diversi mesi di attività, sarebbero stati accertati almeno tre episodi di violenza sessuale consumati tra l’agosto 2024 e il maggio 2025. Tali condotte, che vedono come persona offesa una ragazzina di età inferiore ai 14 anni, si sarebbero verificate in contesti diversi ma riconducibili alla stessa dinamica relazionale.
Il primo episodio segnalato dagli inquirenti sarebbe avvenuto durante un periodo di vacanza trascorso a Crotone, in Calabria. In quell’occasione, approfittando della situazione di apparente serenità tipica dei soggiorni estivi, l’uomo avrebbe posto in essere atti qualificati come violenza sessuale aggravata. La distanza dal luogo di residenza abituale della vittima avrebbe reso ancora più complesso, secondo gli investigatori, l’immediato riconoscimento e la denuncia dei fatti. Gli altri due episodi contestati si sarebbero invece verificati a Calenzano, la città in cui la minore vive. In questo contesto, la ripetizione delle condotte in un arco temporale relativamente contenuto ha destato particolare allarme nelle autorità, che hanno ritenuto necessario procedere con approfondimenti mirati, raccolta di testimonianze e acquisizione di riscontri oggettivi, nel rispetto delle garanzie difensive dell’indagato e della tutela della vittima.
La minore, come avviene in casi di questo tipo, sarebbe stata ascoltata con modalità protette e con l’ausilio di personale specializzato, al fine di ridurre l’impatto psicologico del racconto e garantire la genuinità delle dichiarazioni rese. Tali dichiarazioni, insieme ad altri elementi investigativi, avrebbero contribuito a delineare un quadro ritenuto sufficientemente solido per l’adozione della misura cautelare.

Atti persecutori: il clima di paura e la durata delle condotte
Oltre alle accuse di natura sessuale, al 52enne vengono attribuiti anche atti persecutori nei confronti della stessa minore, condotte che si sarebbero protratte dal 2024 fino al settembre 2025. Si tratterebbe, secondo le ipotesi investigative, di comportamenti ripetuti nel tempo, idonei a generare un sentimento di ansia, timore e forte turbamento nella vittima. Nel reato di stalking rientrano, in via generale, azioni come pedinamenti, contatti indesiderati, messaggi insistenti, minacce più o meno velate o qualsiasi altra condotta che, per intensità e durata, sia in grado di alterare in modo significativo le abitudini di vita della persona offesa. Sebbene i dettagli specifici del caso non siano stati resi noti integralmente per ragioni di tutela, le autorità parlano di un «clima costante di paura e disagio» che avrebbe inciso profondamente sulla quotidianità della giovane. La combinazione tra violenza sessuale e atti persecutori costituisce, sotto il profilo giuridico, un insieme di condotte particolarmente grave, poiché non si limita al singolo episodio ma coinvolge la sfera emotiva, psicologica e relazionale della vittima nel lungo periodo. In contesti del genere, l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine risulta fondamentale per interrompere la sequenza delle azioni lesive e avviare contestualmente un percorso di sostegno psicologico.
Il procedimento che ha portato all’arresto del 52enne rappresenta un esempio significativo di coordinamento tra procure e forze dell’ordine di territori differenti. La presunta commissione dei reati in due regioni – Calabria e Toscana – ha infatti richiesto una stretta collaborazione tra il Nucleo investigativo di Crotone e quello di Firenze, con scambio costante di informazioni, atti e risultanze tecniche. Le indagini hanno coinvolto più uffici giudiziari e reparti specializzati dell’Arma dei carabinieri, che hanno lavorato su fronti diversi: dalla ricostruzione puntuale dei luoghi e dei tempi dei presunti abusi, alla verifica dei movimenti dell’indagato, fino alla raccolta di eventuali testimonianze indirette e documentazione utile a corroborare le dichiarazioni della minore.