Le parole del fratello e l’aggiornamento dalla Sala Stampa Vaticana
Già alle 11.40, Louis Prevost aveva fornito un primo aggiornamento durante un collegamento con NewsMax, soffermandosi sulle condizioni del fratello dopo l’uscita dalla sala operatoria. La vicenda resta seguita con attenzione, mentre le autorità vaticane proseguono nel diffondere notizie ufficiali con cautela.
«Ho ricevuto un messaggio dal suo braccio destro: era uscito dalla sala operatoria, era sveglio, si sentiva bene e non provava dolore».
Nel medesimo intervento, il fratello del Pontefice ha sottolineato che il tessuto individuato dai sanitari era di natura maligna, ma sarebbe stato rimosso integralmente. «Siamo chiari, ciò che hanno trovato» al Papa nel corso dell’intervento, «è cattivo» ma è stato «rimosso completamente».
In mattinata, alle 8.47, la Sala Stampa Vaticana ha comunicato che «è trascorsa tranquilla» la prima notte dopo l’operazione. La nota ha aggiunto che informazioni più dettagliate sulle condizioni cliniche del Santo Padre sarebbero state rese note nel corso della giornata.
Adenocarcinoma polmonare, tessuto rimosso e terapie successive
Fonti vaticane, citate dopo l’intervento, hanno confermato che il tessuto canceroso sarebbe stato asportato totalmente. Secondo le stesse fonti, al momento i sanitari non avrebbero prospettato il ricorso alla chemioterapia, un passaggio che si inserisce nel quadro clinico comunicato nelle ore successive all’operazione.
La diagnosi ufficiale è quella di adenocarcinoma polmonare. Durante l’Angelus di domenica 11 ottobre, Papa Leone XIV aveva descritto la patologia come un «nodulo circoscritto» al polmone. Resta da chiarire l’eventuale programma di controlli e il percorso di convalescenza, aspetti sui quali saranno determinanti i prossimi aggiornamenti medici.
L’équipe medica e la preghiera di Marco Rubio per il Pontefice
L’operazione è stata guidata dal professor Stefano Margaritora. L’équipe era composta da sette specialisti: con il chirurgo toracico hanno lavorato Elisa Meacci, Maria Teresa Congedo e Leonardo Petracca Ciavarella; il monitoraggio anestesiologico è stato seguito dal professor Massimo Antonelli insieme a Giovanni Punzo e Giuseppe Bello.
In sala operatoria erano presenti anche il medico personale del Pontefice, Luigi Carbone, e il capo della Gendarmeria vaticana, Gianluca Gauzzi Broccoletti. Un dispositivo sanitario articolato, predisposto per seguire ogni fase dell’intervento al Gemelli.
La notizia ha avuto risonanza anche fuori dall’Italia. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha espresso vicinanza al Papa con un messaggio diffuso nelle prime ore del mattino: «Io e Jeanette siamo uniti nella preghiera per la salute di Leone dopo la sua recente diagnosi. Che il Signore gli dia forza e lo Spirito Santo guidi il personale medico che si prende cura del Santo Padre».
Per ora resta confermata la visita pastorale in Perù, prevista dal 6 al 17 novembre. Il calendario potrà essere rivalutato alla luce dell’evoluzione clinica, ma dagli aggiornamenti ufficiali diffusi finora emerge una situazione post-operatoria senza complicazioni.
