Il richiamo al “me ne frego” e l’attacco al politicamente corretto
Tra i passaggi centrali, Pozzolo richiama l’espressione “me ne frego” attribuita a Vannacci, che a suo avviso sintetizzerebbe un rifiuto del politicamente corretto. Nello stesso contesto, critica quelle che definisce “destre omeopatiche” e aggiunge: “La destra deve dire, sostenere e lottare per i propri principi. Senza complessi. Senza timidezze. Senza chiedere autorizzazioni. Di destre omeopatiche non ce ne facciamo nulla. E la destra di Vannacci non lo sarà”.

Obiettivi di Futuro Nazionale: posizionamento e riferimenti politici
Nella parte conclusiva, Pozzolo descrive l’iniziativa come qualcosa di più ampio rispetto a un contenitore di dimensioni ridotte: “Chi pensa che questo sia il progetto di un piccolo partito di destra si sbaglia di grosso”. Nella sua ricostruzione, arriva a citare Charles de Gaulle come riferimento storico, sostenendo che Vannacci potrebbe riunire aree diverse, incluse componenti cattoliche lontane dalla “sinistra cattocomunista” e persone con provenienze politiche differenti, accomunate da una contrapposizione tra buonsenso e pensiero unico.
La linea indicata da Pozzolo: “buonsenso e pensiero unico”
Pozzolo torna infine sul quadro politico che, secondo la sua lettura, caratterizzerebbe l’attuale fase: “La vera battaglia è tra buonsenso e pensiero unico. Un pensiero unico che è ormai patrimonio della sinistra e di una parte consistente della stessa destra di governo”.
Chiude quindi con una definizione dell’impostazione che attribuisce al progetto: “Quella di Vannacci sarà una destra che non chiede permesso. Ed è esattamente la destra di cui l’Italia ha bisogno”.
La dichiarazione rappresenta, nei fatti, la prima adesione parlamentare esplicita al percorso di Futuro Nazionale associato a Roberto Vannacci.