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Andrea morto al Colosseo, arriva la svolta: chi è indagato

Andrea Moretti e le criticità sul lavoro in quota

Come riporta Il Messaggero, gli investigatori stanno ricostruendo le operazioni svolte dai tre operai impegnati nel cantiere durante quella notte.

Andrea Moretti, formalmente inquadrato nell’azienda come operaio edile, stava eseguendo una discesa dal terzo al secondo ordine del Colosseo per intervenire sulle canaline dell’impianto elettrico. Secondo gli accertamenti citati dal quotidiano, per lavorazioni a quell’altezza avrebbe dovuto essere valutato anche il corretto inquadramento professionale previsto per attività particolarmente specialistiche.

Nel momento dell’incidente gli altri due operai si trovavano in una zona diversa della parete: uno operava all’interno di un cestello elevatore, mentre l’altro era a terra. Andrea, invece, stava affrontando la discesa da solo.

Proprio questo elemento è diventato uno dei principali punti di verifica degli inquirenti. Come riporta Il Messaggero, il giovane non avrebbe avuto una seconda fune di sicurezza e il suo moschettone non risultava agganciato all’anello di ancoraggio della parete mentre iniziava la manovra di discesa. Saranno le consulenze tecniche a stabilire se quella specifica operazione richiedesse necessariamente un secondo operatore a supporto, secondo procedure analoghe a quelle adottate nelle attività su fune, oppure se fossero previste differenti modalità di messa in sicurezza.

Indagini sulla dinamica della caduta al Colosseo

La ricostruzione della tragedia passa anche attraverso i filmati acquisiti dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro, delegati dalla Procura a svolgere le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Antonino Di Maio e dalla pubblico ministero Eleonora Fini.

Come riporta Il Messaggero, i video mostrerebbero con notevole chiarezza gli ultimi istanti prima della caduta. Si vedrebbe Andrea Moretti iniziare la discesa lungo la parete, per poi precipitare da un’altezza di circa dieci metri. La fune, non assicurata alla parete, rimarrebbe impigliata per pochi secondi prima di cadere anch’essa al suolo.

Gli accertamenti effettuati finora avrebbero escluso, almeno in via preliminare, anomalie evidenti nell’imbracatura recuperata sul corpo del giovane. Anche diversi moschettoni risultano integri, mentre resta da chiarire perché almeno uno non fosse collegato al punto di ancoraggio previsto. Si tratta di aspetti che saranno approfonditi attraverso perizie specialistiche, fondamentali per accertare l’eventuale presenza di negligenze o il rispetto delle procedure operative.

Parallelamente, gli investigatori tendono a escludere l’ipotesi di un malore, pur mantenendo la necessaria prudenza. La conferma potrà arrivare soltanto dall’autopsia, in programma presso l’Istituto di Medicina legale dell’Università Sapienza, e dai successivi esami tossicologici.

Originario di Tottea, piccola frazione del Comune di Crognaleto in provincia di Teramo, Andrea era conosciuto per la sua grande passione per l’alpinismo, disciplina praticata fin da giovanissimo. Lavorare al Colosseo rappresentava per lui un motivo di orgoglio, così come lo era per l’azienda di famiglia, specializzata nel restauro, nella manutenzione di beni tutelati e nella stabilizzazione di versanti rocciosi.

Come riportato da Il Messaggero, la Procura ha acquisito l’intera documentazione relativa all’appalto, ai subappalti e ai fascicoli aziendali. Saranno proprio questi documenti, insieme alle consulenze tecniche e agli esami medico-legali, a contribuire alla ricostruzione completa di quanto accaduto in quella tragica notte, mentre la famiglia del giovane attende di conoscere la verità sui fatti.

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