L’intervento dell’avvocato Cataliotti
Il penalista ha ribadito il principio di rispetto delle prescrizioni normative legate alla convocazione: “Sempio andrà: è una certezza, perché è un obbligo di legge e io non ho mai indotto un cliente ad andare contro la legge”. Cataliotti ha inoltre spiegato che, insieme al collega avvocato Taccia, la difesa sta valutando le scelte da assumere durante l’atto.
Nel dettaglio, il legale ha ricordato che l’indagato potrà optare per rispondere o avvalersi della facoltà di non rispondere, precisando la gestione della strategia: “Potrà decidere di rispondere o non rispondere. Gli abbiamo detto che saremo noi a imporgli la scelta processuale”. Si tratta di un passaggio che, secondo quanto riferito, rientra in un lavoro più ampio di analisi della documentazione, svolto anche in previsione della conclusione delle attività investigative.
Andrea Sempio, l’intervento dell’avvocata Taccia e i punti procedurali evidenziati
Successivamente, anche l’avvocata Angela Taccia, che assiste Andrea Sempio insieme a Cataliotti, è tornata sul tema della convocazione e sul contesto in cui essa avviene. Secondo quanto dichiarato, la difesa sta definendo i passaggi ritenuti più adeguati in relazione alla tempistica e alla disponibilità degli atti.
In particolare, Taccia ha sottolineato: “Stiamo valutando i passi più opportuni per la nostra strategia difensiva tenendo conto che per la seconda volta, dall’inizio dell’inchiesta, viene convocato Sempio, ma senza che gli atti delle indagini siano stati depositati”. L’avvocata ha inoltre ricordato che Andrea Sempio, già convocato nel 2025, potrebbe anche scegliere di non rispondere alle domande nel corso dell’interrogatorio.



La ricostruzione della Procura di Pavia: dinamica e gravità delle lesioni
Parallelamente agli aspetti procedurali, negli atti viene richiamata la ricostruzione formulata dalla Procura di Pavia sulla dinamica dell’omicidio. Secondo l’impostazione investigativa, l’aggressione sarebbe stata caratterizzata da una violenza elevata: dopo un primo contatto fisico, la vittima sarebbe stata colpita più volte alla testa con un corpo contundente, quindi trascinata verso la cantina e colpita nuovamente mentre tentava di reagire.
La sequenza descritta dagli inquirenti indica un’azione proseguita anche quando la giovane non era più in grado di difendersi. La descrizione viene richiamata per inquadrare l’evento nella sua dimensione materiale, evidenziando la necessità di verifiche e riscontri che, in questa fase, sono oggetto di rivalutazione da parte degli investigatori.
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— Mattino5 (@mattino5) April 30, 2026

Movente ipotizzato e qualificazione del fatto: cosa emerge dal documento
Nel documento citato si fa riferimento ad almeno dodici lesioni tra cranio e volto, ritenute dagli inquirenti compatibili con un’aggressione reiterata e particolarmente brutale. In base alla prospettazione investigativa, viene inoltre ipotizzato un possibile movente collegato al rifiuto di un approccio, con una qualificazione dell’azione che richiama profili di aggravamento legati alla crudeltà e a motivi ritenuti abietti.
Si tratta di elementi che, se confermati nelle sedi competenti, inciderebbero sul modo in cui il caso viene inquadrato sotto il profilo della dinamica e delle circostanze del delitto. In questa fase, tuttavia, l’attenzione resta concentrata sulle attività in corso e sugli esiti dell’interrogatorio, che rappresenta un passaggio formale rilevante nell’ambito della nuova valutazione degli atti.
Il punto sull’interrogatorio: facoltà dell’indagato e assistenza difensiva
Nel sistema processuale, l’interrogatorio dell’indagato costituisce un atto con regole precise: la persona convocata è assistita dai propri difensori e può scegliere se rendere dichiarazioni o avvalersi del diritto al silenzio. Le valutazioni della difesa, come ribadito dai legali, riguardano l’impostazione complessiva della strategia e la gestione dei tempi, anche in relazione alla disponibilità della documentazione.
La posizione espressa dagli avvocati di Andrea Sempio conferma l’intenzione di rispettare gli obblighi connessi alla convocazione, definendo al contempo la condotta processuale più adeguata. Gli sviluppi dipenderanno dall’esito dell’atto e dalle ulteriori determinazioni della Procura di Pavia nell’ambito delle verifiche attualmente in corso.