Le polemiche sui social e gli attacchi alle commentatrici
Negli ultimi mesi, l’ex centrocampista era tornato al centro dell’attenzione per una serie di interventi pubblicati sui social. Dopo l’esonero dalla panchina del Bristol Rovers, avvenuto nell’ottobre 2024, Barton aveva rivolto pesanti attacchi a diverse donne impegnate come opinioniste nel calcio.
Tra i nomi citati nei suoi messaggi figuravano Eni Aluko e Lucy Ward. In uno dei passaggi più contestati, Barton aveva paragonato le due commentatrici ai serial killer britannici Fred e Rose West.
Le dichiarazioni avevano suscitato reazioni critiche nel mondo sportivo e mediatico. Barton, tuttavia, aveva difeso pubblicamente la propria posizione, presentandola come una scelta di principio e collegandola, secondo quanto da lui sostenuto, anche alla memoria del bisnonno che combatté come soldato britannico nella Prima guerra mondiale.
Una carriera in Premier League e una lunga serie di episodi controversi
L’arresto riporta in primo piano un personaggio da tempo considerato divisivo nel panorama calcistico inglese. Nato nel Merseyside, Barton ha disputato una lunga carriera con 269 presenze in Premier League e ha vestito, tra le altre, le maglie di Manchester City, Newcastle e Marsiglia, arrivando anche a collezionare una presenza con la nazionale inglese.
Parallelamente al percorso sportivo, la sua figura è stata spesso associata a episodi di violenza, sanzioni disciplinari e vicende giudiziarie.
Il caso del 2007: condanna e lavori socialmente utili
Tra gli episodi più noti figura quanto avvenuto nel 2007: Barton fu condannato a quattro mesi di carcere con pena sospesa e a lavori socialmente utili per l’aggressione al compagno di squadra Ousmane Dabo durante un allenamento. Il calciatore riportò gravi ferite alla testa e un distacco della retina, condizioni che resero necessario il ricovero.

🚨 Joey Barton 🏴 a été inculpé pour une agression près d’un golf dans le nord-ouest de l’Angleterre.
— MATHIS FOOTBALL (@mathis_football) March 11, 2026
Il a également été jugé pour diffamation plus tôt ce mardi.
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L’aggressione a Liverpool e la pena detentiva
L’anno successivo, Barton tornò davanti ai giudici per un’altra aggressione, avvenuta nel centro di Liverpool. Le telecamere di sorveglianza lo ripresero mentre colpiva un uomo con numerosi pugni fino a farlo perdere conoscenza e mentre feriva anche un ragazzo intervenuto durante la lite. Per quel fatto fu condannato a sei mesi di carcere e trascorse 74 giorni in prigione prima del rilascio.
La multa del Manchester City e la rissa in Thailandia
Nel 2009, il Manchester City gli inflisse una multa pari a sei settimane di stipendio per un episodio avvenuto durante la festa di Natale del club: secondo quanto ricostruito, Barton avrebbe spento un sigaro nell’occhio del giovane compagno di squadra Jamie Tandy, che in seguito parlò di conseguenze psicologiche rilevanti.
Nello stesso periodo, durante una tournée estiva in Thailandia, Barton fu coinvolto in una rissa all’interno di un hotel. Lo scontro sarebbe nato dopo un alterco verbale con un giovane tifoso dell’Everton e nella colluttazione rimase coinvolto anche il capitano Richard Dunne, intervenuto per sedare la situazione. L’allora allenatore del Manchester City, Stuart Pearce, impose a Barton un programma intensivo di gestione della rabbia.
Vita privata e cronache giudiziarie
Anche la sfera personale dell’ex calciatore è stata segnata da vicende drammatiche: un suo fratello, Michael Barton, è stato condannato insieme a un cugino per l’omicidio a sfondo razziale dello studente britannico Anthony Walker, ucciso nel 2005 mentre attendeva l’autobus con la fidanzata.
Negli anni successivi, Barton è tornato più volte nelle cronache giudiziarie. Nel 2021, secondo quanto riportato, è stato accusato di aver aggredito la moglie durante una lite mentre era ubriaco. L’arresto delle ultime ore rappresenta quindi un ulteriore sviluppo in un quadro già caratterizzato da procedimenti, polemiche e precedenti.