Giordania, cinque missili iraniani intercettati dalle difese aeree
Anche le forze armate della Giordania hanno reso noto di aver abbattuto cinque missili provenienti dall’Iran e diretti verso il territorio del Regno. In una nota, il portavoce militare ha spiegato che l’intervento delle difese aeree è stato immediato.
Gli ordigni sarebbero stati neutralizzati prima di poter raggiungere gli obiettivi. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sulla traiettoria dei missili né sulle aree considerate potenziali bersagli.
Raid Usa e Arabia Saudita in Iraq: almeno dieci morti secondo fonti Pmf
Parallelamente all’attacco missilistico, il Centcom ha annunciato un’operazione condotta con le forze armate saudite nell’Iraq orientale. Si sarebbe trattato di raid di precisione contro basi e strutture logistiche riconducibili a gruppi armati sostenuti da Teheran.
Secondo la ricostruzione americana, gli obiettivi comprendevano depositi di armi usati da milizie incaricate dai Pasdaran di colpire militari statunitensi e infrastrutture energetiche saudite. Washington afferma che l’operazione costituisce una risposta a più di trenta attacchi con droni contro obiettivi americani registrati nelle ultime 72 ore.
Due fonti delle Forze di Mobilitazione Popolare, citate dall’Afp, hanno riferito di almeno dieci miliziani morti. Il raid più pesante avrebbe interessato la provincia di Ninive, mentre altre postazioni sarebbero state colpite in diverse zone del Paese. Le autorità locali segnalano anche feriti e non escludono che il bilancio possa cambiare.
Stretto di Hormuz, l’Iran annuncia l’attacco a tre petroliere
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha dichiarato di avere colpito tre petroliere in transito nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio globale di greggio. La notizia è stata diffusa dall’agenzia iraniana Tasnim.
Secondo quanto riportato dai media di Teheran, le imbarcazioni avrebbero ignorato gli avvertimenti delle autorità iraniane, proseguendo lungo una rotta definita «pericolosa e illegale». Dopo l’attacco, le tre navi sarebbero state costrette a fermarsi.
Non sono però disponibili conferme indipendenti sull’entità dei danni, sulle nazionalità delle petroliere o sull’eventuale presenza di feriti. La vicenda resta quindi oggetto di verifiche, mentre l’attenzione internazionale si concentra sulla sicurezza della navigazione nell’area.
Petrolio in rialzo dopo l’attacco iraniano nello Stretto di Hormuz
Le tensioni hanno avuto un impatto immediato sui mercati energetici. Nelle contrattazioni asiatiche, il Wti ha registrato un aumento superiore al 3,7%, salendo a 82,22 dollari al barile. Il Brent ha invece guadagnato oltre il 3%, arrivando a 84,57 dollari.
Gli operatori guardano con preoccupazione ai possibili effetti sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita una quota rilevante del petrolio mondiale. Al momento, le reazioni dei mercati riflettono il timore di ulteriori ripercussioni sulle forniture.
Tensione tra Iran, Stati Uniti e Israele dopo l’incontro Trump-Netanyahu
La nuova escalation si inserisce in un quadro già molto delicato, a poche ore dall’incontro alla Casa Bianca tra il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Al termine del colloquio, Netanyahu ha definito il faccia a faccia «eccellente», ribadendo che Israele continuerà a impedire all’Iran di acquisire capacità nucleari militari.
Lo scambio di attacchi tra Teheran e Washington, i raid in Iraq e l’episodio nello Stretto di Hormuz riportano dunque il Medio Oriente in una fase di massima tensione. Gli sviluppi delle prossime ore saranno determinanti per chiarire l’ampiezza della vicenda e l’eventuale estensione del confronto.