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“Attenzione a chi sale con te in macchina”: nuova stangata per gli automobilisti, cosa rischiano

Contenzioso con l’assicurazione: anticipo già versato e richiesta del saldo

Secondo quanto ricostruito, la compagnia assicurativa aveva già corrisposto un anticipo economico. Successivamente, il passeggero ha chiesto il pagamento dell’intero importo previsto a titolo di risarcimento.

L’assicurazione si è opposta sostenendo che l’uomo, prima di salire a bordo, fosse consapevole delle condizioni del guidatore.

La decisione del Tribunale di Bolzano e il concorso di colpa

Il Tribunale civile di Bolzano ha condiviso l’impostazione difensiva, richiamando l’articolo 1227 del Codice civile sul concorso di colpa. Per il magistrato, lo stato del conducente sarebbe stato così evidente da non poter essere ignorato dal passeggero.

Un elemento centrale nelle valutazioni è stato l’esito dell’autopsia: il tasso alcolemico risultava superiore a 1,5 grammi per litro, ben oltre i limiti previsti dalla normativa.

Perché il passeggero è stato ritenuto corresponsabile

Tra i fattori considerati dal giudice è stato indicato anche il tempo trascorso insieme prima dell’incidente: i due uomini avrebbero passato diverse ore l’uno accanto all’altro e lo schianto sarebbe avvenuto nelle prime ore del mattino.

Questo, secondo la ricostruzione contenuta nella sentenza, rendeva plausibile che il passeggero fosse pienamente consapevole delle condizioni dell’amico e delle sue ridotte capacità di guida.

Risarcimento dimezzato: riduzione del 50% e spese legali

L’esito del giudizio è stato netto: risarcimento ridotto del 50% per il passeggero rimasto ferito.

In una fase iniziale l’uomo era stato anche condannato al pagamento delle spese legali. In seguito, però, la compagnia assicurativa avrebbe rinunciato a richiederle dopo la definizione della vicenda.

Sentenza definitiva: nessun appello presentato

La decisione è divenuta definitiva perché il ricorrente non ha proposto appello.

Di conseguenza, l’impianto della sentenza è rimasto invariato e il principio affermato dal tribunale risulta consolidato per questo caso.

Un orientamento che può incidere sui futuri risarcimenti assicurativi

Nelle motivazioni, il Tribunale di Bolzano ha richiamato anche una pronuncia della Corte di Cassazione del 2025, relativa a episodi analoghi legati alla posizione del passeggero e alla valutazione della responsabilità.

Il principio indicato è che salire volontariamente in auto con una persona ubriaca significa accettare un rischio elevato: in sede civile, ciò può tradursi in una riduzione della quota di risarcimento assicurativo riconosciuta in seguito a un incidente stradale.

Il dibattito dopo la sentenza

La pronuncia ha alimentato discussioni anche online, tra chi la ritiene coerente con l’idea di responsabilità condivisa e chi considera eccessiva la decurtazione del risarcimento in presenza di lesioni subite dal passeggero.

Resta centrale il punto affermato dai giudici: in situazioni specifiche, anche la scelta di salire in auto può essere valutata come elemento determinante nel definire responsabilità e conseguenze economiche.

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