West Nile Virus: nella maggior parte dei casi non ci sono sintomi
La parte più insidiosa dell’infezione è che spesso passa inosservata. Secondo gli esperti, circa l’80% delle persone contagiate non sviluppa sintomi. Le conseguenze più serie interessano soprattutto i soggetti più fragili.
Il virus non passa da una persona all’altra: la trasmissione avviene attraverso le zanzare. Limitare le punture resta quindi la principale forma di prevenzione. In caso di febbre oltre i 38 gradi associata a eruzione cutanea, è opportuno contattare il medico.
Come si cura il West Nile Virus
Al momento non è disponibile un vaccino autorizzato per l’uomo contro il West Nile Virus. Le cure sono rivolte al controllo dei sintomi; nei quadri più gravi può essere necessario il ricovero con terapia di supporto.

Prevenzione: come ridurre il rischio di punture
L’OMS Europa raccomanda di proteggere la pelle con abiti adeguati, usare repellenti e ridurre la permanenza all’aperto nelle fasce orarie in cui le zanzare sono più attive, soprattutto all’alba e al tramonto.
È importante anche installare zanzariere su porte e finestre, proteggere letti e passeggini e rimuovere l’acqua stagnante da vasi, contenitori e altri oggetti. Eliminare questi ristagni significa ridurre gli spazi in cui le zanzare possono riprodursi.
Sintomi e forme gravi dell’infezione
Quando l’infezione si manifesta, può causare febbre, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari, nausea e vomito. In alcuni casi possono comparire anche eruzioni cutanee o linfonodi ingrossati.
L’OMS Europa invita a rivolgersi tempestivamente a un medico dopo una puntura di zanzara se compaiono febbre alta, rash cutaneo o rigidità del collo. Le forme più gravi sono rare, ma possono coinvolgere il sistema nervoso centrale: secondo le stime, riguardano circa una persona infettata su 150 e possono essere potenzialmente letali.