Il sospetto di un secondo occupante
Un elemento mantiene alta l’attenzione: gli operatori non escludono che all’interno del veicolo potesse esserci anche un’altra persona. Per questo le ricerche e le verifiche all’interno dell’abitacolo e nell’area del laghetto sono proseguite con la massima cautela.
In questi casi, oltre all’ispezione dell’abitacolo, vengono controllate anche le aree attorno al punto di immersione: ciò consente di verificare se qualcuno possa essere uscito dal veicolo o se vi siano segnali utili a comprendere cosa sia accaduto immediatamente prima e dopo la caduta in acqua.

Indagini in corso: cosa stanno verificando i Carabinieri
Resta da chiarire la dinamica dell’accaduto e le cause che hanno portato l’auto a finire nel laghetto di via Giovanni XXIII. Gli inquirenti stanno lavorando per definire quando il veicolo sia finito in acqua e in quali condizioni, valutando gli elementi disponibili sul posto.
Per i rilievi sono impegnati i Carabinieri delle stazioni di Legnano e Nerviano, che stanno raccogliendo informazioni e riscontri utili per ricostruire quanto successo, anche attraverso eventuali testimonianze e altri accertamenti tecnici.
L’area è stata gestita con attenzione per consentire le operazioni di soccorso e i successivi rilievi, evitando interferenze e garantendo la sicurezza durante le fasi più delicate, come il recupero del mezzo e le ispezioni subacquee.
Ulteriori aggiornamenti sono attesi al termine delle verifiche sull’abitacolo e sull’area del laghetto, oltre che dagli esiti degli accertamenti investigativi in corso, necessari a definire con precisione tempi, modalità e cause dell’evento.