Le audizioni e la contestazione dei messaggi
Il comportamento della testimone è stato a lungo vagliato dagli inquirenti, che hanno cercato di colmare i vuoti narrativi attraverso l’analisi tecnica dei dispositivi elettronici delle vittime. Durante la sua terza audizione, la testimone avrebbe continuato a dire di non essere a conoscenza di problemi tra i due coniugi, ignorando le contestazioni formali che le venivano mosse in sede di verbale.
La svolta è arrivata quando le sono stati mostrati i messaggi inviati da Di Ielsi, in cui quest’ultima avrebbe raccontato i dissidi con il marito, parlando anche esplicitamente di “separazione”. Di fronte all’evidenza dei fatti, è scattata la denuncia. Gli inquirenti hanno ufficializzato il provvedimento spiegando che la donna, con il suo atteggiamento omertoso, avrebbe “ostacolato l’attività di ricostruzione dei fatti”, alterando la percezione del clima familiare in cui è maturato il duplice avvelenamento.