
L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita potrebbe avvicinarsi a un passaggio decisivo. A Pietracatella, dove si è consumata la tragedia, gli investigatori stanno mettendo insieme testimonianze, dati scientifici e materiale digitale per chiarire chi abbia avuto accesso alla ricina e in quali circostanze sia stata assunta dalle vittime.
Secondo quanto riportato nella puntata di Dentro la Notizia del 7 settembre, l’attività svolta finora potrebbe portare nei prossimi giorni ai primi provvedimenti sul piano giudiziario. Resta tuttavia una fase delicata: eventuali iscrizioni nel registro degli indagati o avvisi di garanzia non costituiscono un accertamento di responsabilità.

Inchiesta sulla ricina: oltre 200 persone ascoltate
Il fascicolo aperto sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita si concentra sui rapporti privati e familiari delle due donne, oltre che sulla provenienza della sostanza tossica. Gli accertamenti, secondo le informazioni emerse in trasmissione, hanno già coinvolto più di 200 persone.
Gli inquirenti hanno raccolto dichiarazioni, messaggi, conversazioni in chat e documenti. Il materiale viene ora analizzato e confrontato per verificare eventuali collegamenti utili a ricostruire la sequenza degli eventi e individuare l’origine della ricina.
Tra gli elementi al vaglio della Procura vi sarebbero anche circostanze considerate di particolare interesse investigativo. Proprio per questo, secondo quanto riferito, potrebbero essere notificati a breve i primi avvisi di garanzia, ma ogni posizione dovrà essere valutata nel rispetto delle necessarie verifiche.

Il confronto in Questura a Campobasso
Uno dei passaggi acquisiti nell’indagine riguarda il confronto avvenuto il 20 agosto presso la Questura di Campobasso. Davanti agli investigatori sono stati ascoltati Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, e una sua conoscente di lunga data, insegnante di matematica.
Dal faccia a faccia sarebbero emerse alcune incongruenze nei rispettivi racconti. Le discrepanze sono ora oggetto di approfondimento: resta da valutare se possano incidere sulla ricostruzione della vicenda oppure se riguardino aspetti estranei ai fatti al centro dell’inchiesta.
Il confronto rappresenta quindi soltanto uno dei tasselli raccolti dagli investigatori, impegnati a delineare con precisione il contesto relazionale attorno alle due vittime. Nessuna conclusione definitiva, al momento, risulta formalizzata.
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