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Bagarre in aula, scoppia il caos: bufera contro Meloni

Dal caso preferenze al via libera definitivo

Il voto conclusivo arriva all’indomani di uno dei passaggi più delicati dell’intero iter parlamentare. Martedì, infatti, la maggioranza era stata battuta a scrutinio segreto sull’emendamento che avrebbe introdotto un sistema misto con capilista bloccati e preferenze, uno dei punti sui quali la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva investito maggiormente dal punto di vista politico.

L’emendamento era stato respinto per un solo voto, facendo emergere la presenza di numerosi franchi tiratori all’interno della stessa maggioranza e aprendo un duro scontro politico. Meloni aveva commentato parlando di una vittoria della “palude”, mentre le opposizioni avevano rivendicato il risultato come una sconfitta del governo.

Nonostante il fallimento sul capitolo preferenze, il centrodestra ha deciso di proseguire senza modificare l’impianto complessivo della riforma, arrivando così al voto definitivo della Camera.

Cosa prevede la nuova legge elettorale

Il testo approvato mantiene alcune delle principali caratteristiche già illustrate nei giorni scorsi. Resta il sistema delle liste bloccate, senza preferenze, mentre viene introdotto un premio di maggioranza destinato alla coalizione o alla lista che raggiungerà almeno il 42% dei voti, con l’assegnazione di 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, entro limiti massimi prestabiliti.

La riforma prevede inoltre l’obbligo di indicare il candidato presidente del Consiglio al momento della presentazione delle liste, conferma le soglie di sbarramento al 10% per le coalizioni e al 3% per le liste singole, ridisegna le circoscrizioni estere e introduce in modo stabile il voto per gli elettori fuori sede.

Ora il Senato: possibili nuove modifiche

Con il via libera di Montecitorio, il provvedimento passa ora al Senato, dove il confronto politico si annuncia nuovamente acceso. Non è escluso che Palazzo Madama possa intervenire su alcuni aspetti della riforma, a partire proprio dal tema delle preferenze, che continua a dividere la maggioranza.

Qualora il Senato introducesse modifiche, il testo dovrebbe tornare alla Camera per una nuova lettura prima dell’approvazione definitiva. Il percorso parlamentare della nuova legge elettorale, dunque, è ancora aperto, ma il primo passaggio fondamentale è stato superato con il voto favorevole dell’Aula di Montecitorio.

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