Cuore e speranza: la madre e la mobilitazione istituzionale
Accanto al letto del figlio c’è Patrizia Mercolino, che da settimane vive in ospedale. Non si allontana, non arretra. «È un guerriero. E come lui, io non mollo. Deve arrivare un nuovo cuore per farlo tornare a casa», ripete. Parole che raccontano una determinazione che va oltre ogni parere medico.
In corsia è arrivata anche la visita del cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, segno di una vicinanza che ha superato i confini della struttura sanitaria. La vicenda ha assunto un rilievo pubblico, tanto che il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha parlato di «Una vicenda dolorosissima», mentre il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha assicurato: «Faremo piena chiarezza».
Nel frattempo si continua a cercare un nuovo cuore, in Italia e all’estero. Il tempo è il vero avversario. Ogni ora collegato all’Ecmo aumenta i rischi, ogni giorno senza un organo compatibile restringe le possibilità. E mentre la medicina valuta, la magistratura indaga e le istituzioni promettono trasparenza, in quella stanza d’ospedale resta una domanda sospesa: se esista ancora una possibilità concreta di riportare quel bambino a casa.