Il clima domestico descritto dalla testimone
Nella ricostruzione resa durante l’audizione, la sorella maggiore ha indicato Iannuzzi come la persona che avrebbe manifestato più spesso insofferenza verso Beatrice. Il racconto non riguarda un unico episodio, ma una situazione descritta come ricorrente, nella quale ogni comportamento della bambina avrebbe potuto diventare motivo di rimprovero o reazione. Si tratta di dichiarazioni che dovranno essere confrontate con gli altri elementi raccolti dagli investigatori.
La ragazza ha spiegato al magistrato: “A lui dava fastidio proprio ogni cosa di lei. Gli dava fastidio quello che faceva: se mangiava troppo andava male, se mangiava poco andava male. Tutto quello che faceva era sbagliato per lui”. Alla domanda su chi, a suo giudizio, avesse fatto più male alla sorellina, ha risposto: “Secondo me è più Emanuel, perché era la persona che le metteva molto di più le mani addosso. La mamma secondo me non lo faceva volendolo”.

La morte di Beatrice e le questioni ancora aperte
La morte della bambina resta il punto centrale dell’indagine. La sorella ha espresso dubbi sulla ricostruzione finora emersa e sulla completezza delle informazioni disponibili. Le sue parole non costituiscono una ricostruzione definitiva dei fatti, ma rappresentano un elemento che la Procura dovrà verificare attraverso testimonianze, consulenze e riscontri oggettivi.
Nel corso dell’audizione, la giovane ha dichiarato: “Non si è ancora scoperta tutta la verità, per ora cioè hanno detto alcune cose ma alcune penso siano bugie. Hanno mentito”. Ha quindi sottolineato che lei e l’altra sorella avrebbero riferito ciò che hanno visto direttamente, mentre soltanto gli adulti presenti nell’abitazione quella notte potrebbero conoscere quanto avvenuto nei momenti in cui le bambine non erano presenti.
In merito a una possibile dinamica, la ragazza ha formulato un’ipotesi che sarà oggetto di verifica investigativa: “Non lo so perché secondo me qualcosa c’entra Emanuel che ha fatto morire Bea. Perché magari quella notte l’ha potuta sbattere per terra che magari un colpo talmente forte che magari l’ha potuta far morire. O magari anche la mamma”. Gli inquirenti dovranno distinguere le dichiarazioni della testimone dalle circostanze che potranno essere confermate con elementi tecnici e documentali.
I presunti episodi raccontati durante l’audizione
La testimonianza include anche la descrizione di specifici presunti maltrattamenti. Secondo quanto emerso, la sorella maggiore avrebbe mimato il gesto con cui Iannuzzi avrebbe afferrato Beatrice per i capelli, fino a strapparle alcune ciocche. Questo e gli altri passaggi del racconto sono oggetto di approfondimento nell’ambito dell’inchiesta, che punta a individuare eventuali conferme nei referti, nelle dichiarazioni raccolte e nelle consulenze disposte dall’autorità giudiziaria.
Tra gli episodi indicati dalla testimone vi sono fatti che sarebbero avvenuti durante i pasti nell’abitazione dell’uomo. La ragazza ha riferito: “Quando Bea non voleva più mangiare a casa di Emanuel gli tirava degli schiaffi e la sbatteva contro la finestra e gli usciva sangue dal naso”. In un’altra circostanza, sempre secondo il racconto riportato, alla bambina sarebbe stato provocato un occhio nero.
Le piccole testimoni dovranno essere riascoltate il prossimo 16 ottobre. L’obiettivo è chiarire ulteriormente i fatti riferiti, acquisire dettagli utili e confrontare le versioni già rese con il complesso degli elementi raccolti. Le audizioni protette costituiscono uno strumento rilevante in casi che coinvolgono minori, perché consentono di raccogliere dichiarazioni in un contesto pensato per ridurre la pressione sulla persona ascoltata.
Intanto, l’indagine sulla morte di Beatrice a Bordighera prosegue su più fronti. La Procura di Imperia è chiamata a definire il quadro dei presunti maltrattamenti e a stabilire cosa sia accaduto nelle ore precedenti al decesso della bambina. Solo il completamento degli accertamenti potrà chiarire le responsabilità penali e rispondere alle domande ancora aperte su una vicenda che ha profondamente colpito la comunità ligure.