Le cure negate alla piccola Beatrice
Uno degli aspetti più gravi contestati dagli investigatori riguarda il mancato ricorso alle cure mediche. Dalle indagini sarebbe emerso che Beatrice presentava condizioni fisiche che avrebbero richiesto un immediato intervento sanitario.
Il giudice evidenzia come la bambina non sarebbe stata accompagnata al pronto soccorso nonostante evidenti segnali di malessere. Nelle carte dell’inchiesta si parla di una situazione che si sarebbe aggravata progressivamente fino al tragico epilogo.
Gli investigatori contestano inoltre alla madre di aver tentato di alterare la ricostruzione dei fatti successivi al decesso, cercando di rappresentare la morte della bambina in modo diverso rispetto a quanto realmente accaduto.
Anche le due sorelle superstiti sarebbero state coinvolte in questo contesto, venendo invitate a fornire versioni non corrispondenti alla realtà riguardo ai rapporti con Emanuel Iannuzzi.

Il trauma delle sorelle sopravvissute
Le conseguenze di questa vicenda non riguardano soltanto la morte della piccola Beatrice. Gli atti giudiziari sottolineano infatti il profondo trauma subito dalle due sorelle maggiori.
Secondo quanto riportato dal giudice, le bambine avrebbero manifestato un forte distacco dall’ambiente domestico nel quale sono cresciute. Dopo essere state collocate in una struttura protetta, non avrebbero espresso alcun desiderio di rientrare nella casa di Bordighera.
Gli specialisti incaricati di seguirle stanno lavorando per aiutarle ad affrontare un percorso di recupero psicologico dopo anni segnati da situazioni estremamente difficili.
Proprio questo atteggiamento, secondo il magistrato, rappresenterebbe un indicatore significativo del livello di sofferenza vissuto all’interno del nucleo familiare.
La situazione dei due arrestati
Nel frattempo proseguono gli sviluppi giudiziari. E.A. si trova detenuta nel carcere di Torino e nei prossimi giorni sarà ascoltata dal giudice per le indagini preliminari nell’ambito dell’udienza di convalida.
Anche Emanuel Iannuzzi dovrà comparire davanti al gip. Dopo un primo periodo nel carcere di Imperia, l’uomo è stato trasferito. Inizialmente era stato destinato alla struttura di Sanremo, ma la presenza nello stesso istituto di alcuni familiari ha reso necessario un nuovo spostamento.
Attualmente si trova nel carcere di Genova Pontedecimo, in regime di isolamento. Le prossime udienze saranno fondamentali per chiarire ulteriormente le responsabilità contestate e definire i successivi passaggi dell’inchiesta che continua a scuotere profondamente l’opinione pubblica italiana.