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Bimba ritrovata in una cascina in Piemonte: “Comprata e venduta tra Kazakistan e Georgia”

L’inchiesta della procura di Ivrea e le accuse contestate

L’indagine è stata chiusa nei giorni scorsi dalla procura di Ivrea, guidata da Gabriella Viglione. Il 55enne, disoccupato, è chiamato a rispondere in giudizio dell’accusa di alterazione di stato civile in concorso con la donna che ha partorito la bambina, con l’obiettivo di ricostruire responsabilità e sequenza degli eventi.

La madre biologica, secondo quanto riferito, vivrebbe in Kazakistan, nella regione dello Zhambil, distretto di Merkhen. La ricostruzione investigativa indica che la minore sarebbe stata ceduta dalla donna e poi acquistata dall’uomo. In questo quadro, gli inquirenti hanno dato rilievo anche a profili economici: la spesa sostenuta dall’indagato, secondo l’accusa, sarebbe stata affrontata con una consistente eredità ricevuta dopo la morte del padre e con risparmi accumulati nel precedente impiego.

Gli investigatori delineano dunque un possibile scenario di traffico illecito di minori, che dovrà essere verificato in sede processuale. In parallelo, viene riportato che chi conosce l’uomo lo descrive come premuroso nei confronti della bambina, un aspetto che tuttavia non incide sulla qualificazione giuridica dei fatti contestati né sugli accertamenti richiesti in materia di tutela dei minori.

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La posizione della minore e i passaggi verso l’adozione

Un punto centrale riguarda ora il futuro della bambina. Subito dopo la nascita, la madre avrebbe depositato presso l’ambasciata un documento con cui dichiarava di non volerla riconoscere. Questo elemento è considerato rilevante per comprendere il quadro amministrativo e le eventuali procedure avviate o eluse nel periodo immediatamente successivo al parto.

Attualmente Nicole si trova in attesa di adozione e la procedura è seguita dal tribunale per i minorenni di Torino. Secondo quanto si apprende, ci sarebbe già una famiglia pronta ad accoglierla. L’iter dovrà rispettare tempi, verifiche e garanzie previste dall’ordinamento, in particolare sul piano della tutela dei minori e della valutazione dell’ambiente più idoneo.

In parallelo al percorso di protezione della minore, sul fronte penale si attende l’avvio del processo. Nel procedimento saranno determinanti gli accertamenti su documentazione consolare, dichiarazioni rese alle autorità e eventuali responsabilità in concorso. L’obiettivo, per gli inquirenti, è chiarire con precisione come la bambina sia arrivata in Italia e attraverso quali passaggi formali sia stata attribuita una filiazione poi smentita dal Dna.

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