La misura cautelare e l’arresto del padre
Sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha richiesto un provvedimento restrittivo. Il giudice per le indagini preliminari ha quindi disposto la misura cautelare in carcere nei confronti dell’uomo, ritenendo sussistenti le esigenze previste dalla legge in relazione alla gravità delle accuse e al contesto di riferimento.

Detenzione a Canton Mombello e ipotesi di reato
L’uomo è stato trasferito nel carcere Canton Mombello di Brescia e rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria. Dovrà rispondere dell’ipotesi di violenza sessuale aggravata su minore, un reato per il quale l’ordinamento italiano prevede pene particolarmente severe, soprattutto quando la vittima è minorenne e quando le condotte risultano reiterate.
Le prossime fasi del procedimento potranno includere ulteriori accertamenti, l’eventuale consolidamento delle prove raccolte e i passaggi processuali previsti. In parallelo, proseguono le attività di tutela della minore, sia sul piano sanitario sia su quello giudiziario e sociale, secondo i protocolli attivati nei casi di violenza domestica e sessuale.
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Protezione della minore e supporto psicologico
Contestualmente all’inchiesta, la bambina riceverà supporto psicologico specialistico, fondamentale per affrontare un trauma di questa portata. Gli esperti ricordano che un intervento tempestivo, integrato e continuativo è essenziale per contenere le conseguenze nel medio e lungo periodo, sia dal punto di vista emotivo sia in termini di stabilità e sicurezza personale.