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Bimbo col cuore bruciato, cos’è emerso dalle indagini interne dell’ospedale: dettagli choc

Contenitore di trasporto e dispositivi disponibili: cosa risulta dai verbali

L’indagine interna evidenzia anche aspetti legati al contenitore utilizzato per il trasporto. Viene descritto come un modello datato, senza controllo interno della temperatura e privo di termostato esterno. Nell’audit si fa riferimento al dispositivo Paragonix, indicato come dotazione del Monaldi dal 2023: l’ospedale risulterebbe in possesso di tre strumenti di nuova generazione, ma l’équipe avrebbe dichiarato di non sapere che fossero disponibili.

Secondo quanto riportato, era stata inviata una comunicazione via mail per una formazione specifica sull’uso del dispositivo più moderno, ma tale formazione non sarebbe stata poi effettuata. I tecnici precisano inoltre che anche il contenitore più vecchio, se utilizzato correttamente, avrebbe potuto garantire una conservazione adeguata.

Arrivo a Napoli e intervento: la sequenza delle decisioni in sala operatoria

Il cuore arriva a Napoli alle 14.30. Il bambino, nel frattempo, è già stato preparato per l’operazione. Da Bolzano, secondo quanto riportato, era stata comunicata l’idoneità dell’organo. Guido Oppido, indicato come il medico incaricato del trapianto, riferisce di aver chiesto conferma della presenza del cuore e della corretta esecuzione delle procedure di conservazione, ricevendo risposte positive.

A quel punto, prosegue la ricostruzione, viene eseguito l’espianto del cuore del bambino. La criticità emerge solo dopo la cardiectomia, cioè dopo la rimozione del cuore: l’organo donato risulta congelato.

Secondo l’audit, sono necessari circa venti minuti per liberare il secchiello dal blocco di ghiaccio e ulteriore tempo per separare il cuore dai sacchetti sterili. In base alla ricostruzione, il sospetto di compromissione dell’organo è immediato; tuttavia, in quel momento, l’intervento risulta privo di alternative operative, perché il bambino è già senza cuore. Viene quindi tentato l’impianto.

Immagine collegata al caso del bambino e del trapianto di cuore

Il mancato avvio del cuore e l’attivazione dell’Ecmo

Il cuore trapiantato, secondo quanto riferito, non riparte. Dopo tre ore di tentativi viene inoltrata una richiesta urgente per un nuovo organo. Nel frattempo viene attivata l’Ecmo, la circolazione extracorporea, che mantiene in vita il bambino. Nei verbali si sottolinea che una permanenza prolungata in Ecmo può determinare complicanze e danni ad altri organi.

Heart Team e valutazione sull’eventuale secondo trapianto

Nei giorni scorsi si è riunito l’Heart Team organizzato dal Monaldi, con specialisti provenienti da varie parti d’Italia, per valutare la possibilità di un nuovo trapianto. La valutazione riportata è risultata in linea con quanto già indicato dall’ospedale Bambin Gesù di Roma: i danni accumulati durante le settimane di supporto con Ecmo renderebbero il bambino non idoneo a un secondo intervento.

Immagine collegata al caso del trapianto cardiaco al Monaldi

Il nodo del “deficit comunicativo”: le versioni riportate nell’audit

Un passaggio dell’audit riguarda il tema del “deficit comunicativo e procedurale” prima dell’espianto del cuore del bambino. Secondo quanto riportato, ci sarebbe stato un problema nella comunicazione tra i componenti dell’équipe. Oppido sostiene di aver ricevuto un “sì” alle domande sulla conformità dell’organo e delle procedure; tuttavia, viene indicato che nessuno tra gli operatori presenti in sala (cardiochirurghi, coordinatore infermieristico, tecnico perfusionista e infermieri) avrebbe dichiarato di aver fornito una risposta affermativa esplicita.

Indagini e accertamenti: i prossimi passaggi

La vicenda resta ora al centro di accertamenti e verifiche sulle procedure, sull’utilizzo dei dispositivi di conservazione e sui flussi comunicativi tra le figure coinvolte. L’audit interno del Monaldi rappresenta un elemento della ricostruzione e si affianca alle ulteriori attività di indagine e alle valutazioni sulle eventuali responsabilità, mentre il bambino continua a essere assistito con supporto meccanico.

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