L’avvocato ha inoltre avanzato una richiesta formale al Monaldi per ottenere i documenti relativi al parere del Bambino Gesù, che aveva espresso riserve su un nuovo trapianto. “Ho inviato anche una PEC, ma l’ospedale non mi risponde”, ha spiegato Petruzzi, sottolineando come la famiglia abbia appreso dalla stampa che il Monaldi aveva già chiesto un parere ai medici romani giorni prima della loro richiesta.
Intanto le condizioni del piccolo restano sotto stretto monitoraggio. La complessità del caso richiede un costante aggiornamento e un confronto multidisciplinare per definire i prossimi passi.
Domani l’équipe del Monaldi tornerà a riunirsi per un nuovo briefing: sarà l’occasione per decidere se il bimbo sia ancora trapiantabile o se convergere sul parere negativo dei medici del Bambino Gesù.
Il piccolo sopravvive in coma farmacologico, collegato a un macchinario Ecmo che assicura la funzione cardiaca e polmonare extracorporea. L’intervento del 23 dicembre con il cuore danneggiato ha compromesso alcune funzioni vitali, rendendo indispensabile il supporto tecnologico.
La situazione, pur nella gravità, viene monitorata con attenzione, mentre la famiglia resta in costante contatto con gli specialisti e cerca di esplorare tutte le possibilità per un nuovo intervento.
Ogni aggiornamento sarà fondamentale: la prossima Tac neurologica e il briefing multidisciplinare potrebbero determinare il destino del piccolo, in una vicenda che ha già colpito profondamente l’opinione pubblica e che mette in luce le difficoltà di gestire casi di trapianto complessi in condizioni straordinarie.