“Scendi e vai a piedi”: sei chilometri nella neve
Secondo il racconto della madre, Sole Vatalaro, l’autista avrebbe detto al bambino di scendere e proseguire a piedi. Il minore avrebbe chiesto almeno di riavere il biglietto già obliterato, rimasto inutilizzato, ma la richiesta sarebbe stata rifiutata. Salutati i compagni, si è incamminato da solo lungo la strada che collega San Vito a Vodo.
Un percorso di circa sei chilometri, con temperatura intorno ai meno 3 gradi e la neve che iniziava a cadere. Quando è arrivato a casa era infreddolito, con una temperatura corporea di 35 gradi e in evidente stato di disagio fisico. Il racconto ha immediatamente allarmato la famiglia.

La denuncia per abbandono di minore
La nonna del bambino, Chiara Balbinot, avvocato di Padova, ha annunciato la presentazione di una querela per abbandono di minore. «È tornato a casa congelato, sta ancora male», ha dichiarato, sottolineando la gravità della situazione. Secondo la famiglia, esistevano alternative: far scendere il bambino alla fermata successiva, trattenerlo a bordo o elevare una sanzione amministrativa.
La madre ribadisce che avrebbe pagato qualsiasi multa e che l’aumento del biglietto, previsto di lì a poco, non giustifica una decisione che ha messo a rischio l’incolumità di un minore.
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La segnalazione a Dolomiti Bus e le regole aziendali
Oltre alla denuncia, la famiglia ha presentato una segnalazione formale a Dolomiti Bus. Dal servizio clienti sarebbe stato confermato che gli autisti non possono accettare denaro contante a bordo e che la vendita dei biglietti sulla linea 30 è consentita solo tramite app, piattaforme digitali o Pos elettronico.
Sul sito dell’azienda è specificato che non è possibile acquistare biglietti in contanti dal conducente. Resta però aperta la questione su quali siano le procedure da adottare in presenza di minori non in regola con il titolo di viaggio e se verranno presi provvedimenti interni.