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Blocchi dei tir, c’è il decreto: 105 milioni di aiuti. Meloni: «No alle intimidazioni». Il Garante chiede la precettazione

Credito d’imposta e stop alle rate dei leasing

Tra gli elementi del decreto compare anche la possibilità di sospendere le rate dei leasing per i cosiddetti padroncini. Si tratta di piccoli imprenditori che, in molti casi, guidano personalmente il veicolo e affrontano in prima persona le spese connesse a manutenzione, assicurazioni, pedaggi, carburante e finanziamenti. La sospensione delle rate viene indicata come uno strumento per alleggerire temporaneamente la pressione sulla liquidità delle realtà più esposte.

Il provvedimento interviene anche sul settore della pesca, interessato dagli stessi rincari energetici. Per le spese sostenute dal primo giugno al 15 ottobre è previsto un contributo a fondo perduto pari al 10%, entro il tetto complessivo di 10 milioni di euro per il 2026. Anche in questo caso la finalità è contenere gli effetti dell’aumento dei costi di esercizio su un comparto che dipende in modo rilevante dai consumi di carburante.

La richiesta di precettazione della Commissione di garanzia

Parallelamente al varo del decreto, la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha acceso un allarme sulla prosecuzione dei blocchi stradali. In una delibera visionata dall’AGI, l’organismo ha segnalato al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, e attraverso di lui alle autorità territoriali competenti, i possibili effetti delle interruzioni sulla tutela di diritti costituzionalmente garantiti.

La richiesta è quella di adottare le iniziative necessarie per prevenire ulteriori conseguenze e disporre l’immediata cessazione delle azioni collettive in corso nelle regioni meridionali. La precettazione, in questo contesto, viene sollecitata come misura volta a garantire il ripristino dei collegamenti e degli approvvigionamenti quando risulti in pericolo la regolarità dei servizi indispensabili alla popolazione.

La Commissione non si limita a richiamare il disagio causato al traffico. Il punto centrale, secondo la delibera, riguarda l’eventuale compromissione della distribuzione di beni fondamentali. I blocchi riconducibili a comitati autonomi e spontanei di autotrasportatori avrebbero infatti ostacolato la fornitura di beni di prima necessità, farmaci e carburanti, con effetti che potrebbero estendersi progressivamente lungo la catena della distribuzione.

Le sanzioni amministrative

Il protrarsi delle difficoltà nella logistica potrebbe incidere sulla presenza di prodotti sugli scaffali e sulla disponibilità di carburante per la rete pubblica. Quando la movimentazione delle merci subisce rallentamenti o interruzioni, le conseguenze non riguardano solo i grandi centri di distribuzione: possono raggiungere esercizi commerciali, attività agricole, strutture sanitarie e singoli comuni. È questo il quadro richiamato dall’organismo di garanzia, che chiede una rapida normalizzazione dei flussi.

Tra gli aspetti segnalati figura anche la gestione dei rifiuti. Alcune interruzioni, secondo quanto riportato nella delibera, avrebbero interessato il trasporto verso gli impianti, con il rischio di saturazione dei siti di stoccaggio e conseguenti difficoltà nelle attività di raccolta e smistamento. Si tratta di un elemento rilevante perché la continuità del servizio dipende dalla regolarità degli spostamenti dei mezzi e dalla disponibilità di carburante.

La delibera della Commissione richiama inoltre le conseguenze previste in caso di mancato rispetto di eventuali provvedimenti delle autorità. Per l’inottemperanza alle misure disposte con ordinanza sono indicate sanzioni amministrative comprese tra 500 e 1.000 euro per ogni giorno. L’obiettivo dichiarato è assicurare la ripresa degli approvvigionamenti nelle aree interessate e scongiurare un aggravamento della situazione.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la linea dell’esecutivo con le parole: «No alle intimidazioni». Il governo affida al decreto il compito di attenuare l’impatto del caro carburanti, mentre sul piano dell’ordine pubblico resta aperta la valutazione delle misure da adottare per garantire la circolazione e i servizi. Gli accertamenti delle autorità territoriali saranno determinanti per definire l’evoluzione delle iniziative in corso.

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