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“Blocchiamo la tangenziale”. Caos in Italia, cosa sta succedendo

Milano, due cortei e l’ipotesi Tangenziale Est

A Milano sono previsti due principali appuntamenti nella mattinata di venerdì. Il primo concentramento è fissato alle 9.30 in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico, dove sono attesi studenti, centri sociali e realtà come il collettivo Deriva e Lambretta. Il secondo, promosso dall’Usb e indicato come il più partecipato, è previsto alle 10 in piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione Centrale.

Secondo il programma emerso alla vigilia, i due gruppi dovrebbero muoversi verso piazzale Loreto, per poi riunirsi e proseguire insieme lungo via Andrea Costa, via Leoncavallo e viale Palmanova. Il punto più delicato resta la possibile direzione verso la Tangenziale Est, richiamata negli appelli diffusi sui social con lo slogan: “Riprendiamoci la Tangenziale”.

La Questura avrebbe inizialmente condiviso un itinerario più limitato, con conclusione in un parco della zona Martesana. Tuttavia, nelle ore precedenti alla manifestazione, i messaggi rilanciati dagli organizzatori hanno indicato una prospettiva diversa, facendo riferimento alla volontà di bloccare la città e raggiungere la grande arteria stradale. Proprio per questo l’area orientale del capoluogo lombardo viene considerata uno dei punti da monitorare con maggiore attenzione.

Il precedente del 3 ottobre e le misure sulla viabilità

Il timore delle autorità nasce anche dal precedente del 3 ottobre, quando la Tangenziale Est fu occupata per ore nel corso della manifestazione legata alla Flotilla e si verificarono lunghi tafferugli. Il ricordo di quella giornata ha contribuito a rendere più stringenti le misure predisposte per il 30 ottobre, soprattutto in corrispondenza degli accessi stradali e delle vie di collegamento con le aree dei cortei.

Gli appelli online diffusi alla vigilia richiamano esplicitamente la possibilità di un nuovo blocco: “Blocchiamo la città, prendiamoci la Tangenziale”. In un altro messaggio viene affermato: “Mentre nel mondo 113 porti si fermano, anche a Milano blocchiamo di nuovo tutto per cambiare tutto”. Si tratta di indicazioni che hanno portato a un rafforzamento della pianificazione operativa, senza modificare il diritto dei partecipanti a manifestare pacificamente.

Per chi deve spostarsi, la giornata potrebbe comportare rallentamenti e deviazioni, soprattutto nelle fasce orarie coincidenti con la partenza e il passaggio dei cortei. La situazione dipenderà dall’effettivo numero dei partecipanti, dal rispetto dei percorsi e dalle decisioni assunte sul posto dalle autorità competenti in base all’evoluzione degli eventi.

La precettazione e il confronto tra Salvini e Usb

La vigilia dello sciopero è stata segnata anche dalla precettazione disposta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Il provvedimento ha previsto il differimento della protesta a una nuova data, con la motivazione di evitare blocchi dei servizi nel periodo legato alle ricorrenze di fine ottobre e inizio novembre.

L’Unione sindacale di base ha contestato la decisione, definendola illegittima e confermando l’intenzione di proseguire con la mobilitazione. Il confronto resta quindi aperto e la giornata del 30 ottobre si presenta come un banco di prova sia sul piano organizzativo sia su quello della gestione dell’ordine pubblico.

Salvini, intervenendo sulla possibilità di nuovi episodi di violenza, ha dichiarato: “Altri saccheggi? I danni degli imbecilli li pagano mamma e papà”. Le autorità ribadiscono che l’obiettivo è prevenire comportamenti illeciti senza ostacolare le iniziative autorizzate. Resta da chiarire come si svilupperanno i cortei nelle singole città e quale sarà l’impatto effettivo dello sciopero generale su servizi, viabilità e attività quotidiane.

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