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“Boom clamoroso!”. Sondaggi bomba: un partito fa il botto e gli altri crollano

I partiti minori e le percentuali indicate dalla rilevazione

Tra le formazioni con un consenso più contenuto, Azione è stimata al 3,3% e resta invariata. Italia Viva raggiunge il 2,2%, segnando un aumento dello 0,1%. Il dato di +Europa scende invece all’1,4%, con una contrazione dello 0,6%, mentre Noi Moderati viene rilevata all’1%, senza cambiamenti.

Le altre liste, considerate nel loro insieme, totalizzano il 5,2% delle intenzioni di voto. Rispetto al 14 settembre, la categoria registra un incremento dello 0,2%. La somma di queste percentuali conferma la presenza di una quota di elettorato orientata verso soggetti politici diversi da quelli maggiormente rappresentati nel sondaggio, anche se le singole formazioni non vengono dettagliate nella rilevazione riportata.

Astenuti e indecisi vicini al 45%

Uno degli elementi più rilevanti del sondaggio Only Numbers riguarda la componente di intervistati che non esprime una scelta definita. La quota di astenuti e indecisi si attesta al 44,7%, in crescita dello 0,2%. Si tratta di una percentuale elevata, che supera ampiamente il consenso attribuito a ciascun singolo partito.

Il dato non consente di stabilire in che modo questi cittadini si orienterebbero in caso di voto, ma segnala che una parte consistente del campione non ha indicato una preferenza al momento della rilevazione. Nella lettura dei sondaggi sulle intenzioni di voto, questa componente resta un fattore centrale: le percentuali dei partiti sono infatti calcolate sulla base delle risposte raccolte secondo i criteri adottati dall’istituto demoscopico.

Il confronto tra centrodestra e campo largo

La rilevazione prende in esame anche due aggregazioni politiche. Il centrodestra senza Vannacci raggiungerebbe il 42,8%, con una crescita di 1,7 punti percentuali rispetto al sondaggio precedente. Nel calcolo rientrano le forze della coalizione considerate dall’istituto, mentre Futuro nazionale viene escluso dall’aggregazione indicata.

Il campo largo, che comprende Italia Viva ma non Azione, viene invece stimato al 41,7%. In questo caso il confronto con il 14 settembre evidenzia una diminuzione dell’1,5%. La distanza fra le due aggregazioni considerate è quindi di 1,1 punti percentuali, secondo i dati illustrati nel programma.

Nel complesso, il sondaggio descrive un quadro caratterizzato dalla crescita di Fratelli d’Italia, dalle flessioni di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle e da risultati differenziati tra le forze minori. Resta particolarmente significativa la quota di astenuti e indecisi, pari al 44,7%, mentre il confronto tra le due aggregazioni politiche mostra un vantaggio contenuto del centrodestra senza Vannacci sul campo largo.

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