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Boom di contagi del virus in Italia, oltre 700: cresce l’allarme

Forme neuroinvasive del West Nile: 368 persone coinvolte

Tra i 700 casi complessivi, 368 hanno sviluppato una forma neuroinvasiva di West Nile. Si tratta delle manifestazioni che possono interessare il sistema nervoso e che rappresentano l’aspetto più delicato dello scenario sanitario osservato.

Nel bilancio figurano inoltre 239 casi con febbre, 88 infezioni prive di sintomi emerse grazie agli screening effettuati sui donatori di sangue e ulteriori segnalazioni con quadri clinici diversi o asintomatici.

Tra le forme febbrili è presente anche un caso importato dal Burkina Faso. La distinzione fra casi autoctoni e casi collegati a viaggi internazionali resta centrale nella ricostruzione della circolazione del virus sul territorio.

Decessi e letalità: il confronto con i dati del 2025

I decessi associati ai casi confermati di West Nile sono 54, tre in più rispetto all’aggiornamento precedente. Il bollettino indica una letalità del 14,6% calcolata sulle forme neuroinvasive autoctone confermate.

Il valore è leggermente inferiore al 14,9% rilevato nello stesso periodo del 2025. Il confronto annuale, tuttavia, restituisce un quadro numericamente rilevante: al 22 settembre dello scorso anno i casi erano 680 e i decessi 48.

I dati non significano automaticamente che ogni infezione evolva in forma severa, ma confermano l’importanza del monitoraggio, soprattutto nelle zone dove il virus è presente con continuità.

West Nile, il virus rilevato in 83 province di 19 Regioni

Si amplia anche l’area geografica interessata. La presenza del virus West Nile è stata documentata in 83 province appartenenti a 19 Regioni italiane.

Nel precedente bollettino le province coinvolte erano 82, mentre il numero delle Regioni era già fermo a 19. L’aggiornamento segnala quindi un’ulteriore estensione della circolazione virale, pur all’interno dello stesso perimetro regionale.

La sorveglianza sulle malattie trasmesse dalle zanzare riguarda sia i casi umani sia gli elementi utili a intercettare la circolazione dei virus. È un’attività che prosegue durante tutta la stagione prevista dai protocolli sanitari.

Dengue in Italia: 312 casi, 47 sono autoctoni

Sul fronte della Dengue in Italia, i casi confermati dall’inizio dell’anno sono 312. Di questi, 47 sono autoctoni, vale a dire associati a una trasmissione avvenuta nel Paese, mentre tutti gli altri risultano collegati a soggiorni o viaggi all’estero.

Non sono stati riportati decessi. Il sistema di sorveglianza ha identificato tre episodi di trasmissione locale e quattro casi che, allo stato attuale degli accertamenti, vengono considerati sporadici.

La presenza di casi autoctoni viene seguita con particolare attenzione perché richiede interventi mirati nelle aree interessate, insieme alle ordinarie attività di prevenzione e controllo dei vettori.

Focolai di Dengue a Livorno, Lecce e Milano

Uno dei focolai di Dengue è stato individuato in un comune della provincia di Livorno. In questo caso sono stati registrati 26 contagi con esposizione locale.

Un secondo focolaio riguarda alcuni comuni della provincia di Lecce, dove sono stati confermati 13 casi, tutti sintomatici. Il terzo episodio interessa invece un comune della provincia di Milano, con due infezioni attribuite a trasmissione locale.

Nelle aree coinvolte sono in corso le attività di sorveglianza e gli interventi contro le zanzare. Le misure puntano a seguire l’evoluzione dei casi e a ridurre il rischio di ulteriori trasmissioni.

Chikungunya e Zika: i dati della sorveglianza nazionale

Il bollettino dell’Istituto superiore di sanità prende in esame anche le altre infezioni trasmesse da vettori. Per la Chikungunya sono stati confermati 28 casi dall’inizio dell’anno.

Soltanto uno è stato classificato come autoctono, mentre gli altri sono stati ricondotti a viaggi internazionali. Non risultano decessi associati all’infezione.

Per quanto riguarda il virus Zika, i casi confermati sono tre e tutti riferiti a esposizioni avvenute all’estero. Anche in questo caso non sono stati segnalati decessi.

Usutu virus, 15 casi distribuiti in sei Regioni

Nel report trova spazio anche l’Usutu virus, per il quale sono stati rilevati 15 casi. Otto sono stati segnalati in Lombardia, uno in Emilia-Romagna, uno nelle Marche, due nel Lazio, uno in Piemonte e due in Veneto.

La distribuzione dei casi conferma la presenza in Italia di più virus trasmessi da zanzare. Per numero di contagi e frequenza delle forme neuroinvasive, il West Nile resta al momento il fenomeno più significativo tra quelli monitorati.

Il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità

Il quadro potrà essere aggiornato con i successivi bollettini del sistema nazionale di sorveglianza. I dati raccolti dall’Istituto superiore di sanità consentono di seguire l’andamento delle infezioni, individuare eventuali nuove aree di circolazione e sostenere gli interventi sanitari sul territorio.

Al 22 settembre 2026, dunque, l’Italia registra 700 casi di West Nile, 312 casi di Dengue e segnalazioni più contenute per Chikungunya, Zika e Usutu. Una situazione che resta sotto osservazione, con attività di controllo attive nelle zone interessate.

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