
Le celebrazioni del 25 aprile si trasformano ancora una volta in terreno di scontro politico. Nel giro di poche ore, dichiarazioni, accuse e repliche hanno acceso il dibattito, portando a un confronto diretto tra governo e opposizioni. Al centro della polemica, un messaggio pubblicato dalla premier che ha scatenato reazioni immediate e durissime.

Il post di Giorgia Meloni e le polemiche
Tutto nasce da un intervento social di Giorgia Meloni, che ha commentato quanto accaduto nelle piazze italiane durante la Festa della Liberazione. Nel suo messaggio, la premier ha condannato una serie di episodi, tra cui aggressioni contro persone con bandiere ucraine, contestazioni a sindaci e atti vandalici contro targhe commemorative delle Foibe.
Nel post, Meloni ha inoltre denunciato quanto accaduto a Milano, dove la Brigata ebraica sarebbe stata insultata e costretta ad allontanarsi dal corteo. Parole nette, con una conclusione altrettanto forte: “Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”.
Un intervento che però ha sollevato critiche immediate per un’assenza ritenuta significativa: nessun riferimento agli spari contro due attivisti dell’Anpi avvenuti a margine del corteo a Roma.
L’attacco dell’opposizione: “Ma non ti vergogni?”
Le reazioni non si sono fatte attendere. Tra le più dure, quella di Matteo Orfini, esponente del Partito Democratico, che ha attaccato frontalmente la premier: “Ma davvero fai questo elenco dimenticandoti dei due col fazzoletto dell’Anpi feriti dagli spari? Ma non ti vergogni?”.
Sulla stessa linea anche Nicola Fratoianni, che ha accusato Meloni di aver utilizzato parole “strumentali” e “fuori misura”, sostenendo che la presidente del Consiglio dimostrerebbe ancora una volta poca sintonia con i valori del 25 aprile.
Le critiche si concentrano proprio sulla selezione degli episodi citati nel messaggio, ritenuta da parte delle opposizioni parziale e politicamente orientata.
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