
La situazione appare più complicata per alcune delle forze minori. Azione perde due decimi e scende al 2,8%, finendo sotto la soglia di sbarramento del 3%. Italia Viva, invece, riesce a recuperare un decimo e raggiunge il 2,5%, rimanendo comunque al di sotto della stessa soglia. Arretramento anche per Più Europa, che lascia sul terreno due decimi e si attesta all’1,6%. A chiudere la classifica è Noi Moderati, che perde un decimo e si ferma all’1,0%. Le variazioni, sebbene in alcuni casi contenute, mostrano una competizione che coinvolge anche le formazioni più piccole.
L’ultimo elemento analizzato dal sondaggio riguarda la fiducia degli italiani nei confronti di Giorgia Meloni. Il gradimento complessivo della presidente del Consiglio raggiunge il 39,4%, con una crescita di quattro decimi rispetto alla settimana precedente.

Il quadro cambia e non poco quando si prendono in considerazione le valutazioni negative. La quota di intervistati che dichiara di avere poca fiducia in Meloni diminuisce dal 9,9% al 7,7%, perdendo 2,2 punti percentuali. Contemporaneamente, però, cresce la percentuale di chi afferma di non fidarsi “affatto” della presidente del Consiglio, che raggiunge il 52,6%, con un aumento di due punti rispetto alla precedente rilevazione. Nel complesso, dunque, la sfiducia continua a prevalere nettamente sul gradimento. Il sondaggio restituisce così un’immagine articolata: mentre Fratelli d’Italia recupera consensi nelle intenzioni di voto e rafforza il proprio primato, la maggioranza degli intervistati continua a esprimere un giudizio negativo sulla fiducia personale nella premier.
