L’omelia di don Paolo Quatrini
Durante il rito, don Paolo Quatrini ha richiamato i presenti alla riflessione e alla discrezione nelle parole, con un passaggio riportato in forma diretta: “Dio conosce la profondità dei nostri cuori che sono spesso un abisso. Lui abita questo spazio con l’affetto della misericordia”.
Il sacerdote ha poi aggiunto un invito esplicito a evitare giudizi e curiosità considerate non appropriate: “Facciamo silenzio, ogni parola può risultare vuota, insignificante e fuori luogo. Ancor di più se le parole che scriviamo diventano piene di giudizio, livore e morbosa curiosità…”.


Le parole in chiesa e l’intervento del sindaco
Nel corso della cerimonia avrebbero trovato spazio anche interventi dei familiari, con le parole delle nipoti e un momento di commozione da parte del sindaco Angelo Pizzigallo. Il primo cittadino avrebbe pronunciato una dichiarazione rivolta alla comunità: “Occorre trasformare il dolore in memoria per non dimenticare. A Maria e Pasquale va il nostro grazie”.
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Una comunità divisa dopo l’omicidio di Federica Torzullo
All’esterno della chiesa, il quadro descritto è quello di un paese segnato da fratture interne. Alcune persone avrebbero espresso considerazioni sulla violenza che ha portato alla morte di Federica Torzullo, tra cui la frase: “Vai a pensare che la gente si separa con il coltello eppure a separarsi sono in tanti. Forse a qualcuno parte il cervello”.
È stata inoltre segnalata l’assenza di una parte della cittadinanza, in particolare di chi si sentiva più vicino a Federica Torzullo e avrebbe scelto di non partecipare alle esequie. Un’assenza letta come indicativa della persistenza di posizioni differenti e di un clima ancora segnato dalla tragedia e dalle sue conseguenze.