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Cacciatori trovati morti nel bosco, svolta shock: “Chi ha sparato l’ultimo colpo”

La Procura di Patti e i nuovi sopralluoghi

Le attività investigative sono coordinate dalla Procura di Patti. Il procuratore Angelo Cavallo e la sostituta Roberta Ampolo hanno effettuato ulteriori sopralluoghi per verificare direttamente sul posto distanze, visuali, coperture naturali e possibili punti di accesso. L’obiettivo è costruire una mappa affidabile delle posizioni e delle possibili linee di tiro.
In questa fase, la Procura ha disposto che le salme restino a disposizione dell’autorità giudiziaria. Non è stato quindi rilasciato il nulla osta per i funerali, in previsione di ulteriori approfondimenti, nuove valutazioni autoptiche ed esami balistici integrativi.

La posizione dell’uomo che era con Gatani e le armi sequestrate

Tra i profili attenzionati figura un uomo che, secondo gli accertamenti, avrebbe raggiunto il bosco insieme ad Antonio Gatani la mattina della tragedia. L’interessato avrebbe riferito di essersi allontanato poco dopo l’arrivo, lasciando l’anziano da solo. Questa versione è oggetto di verifiche, perché per la ricostruzione complessiva è fondamentale chiarire tempi, luoghi e motivazioni della separazione.
Nel corso di una perquisizione domiciliare sono state sequestrate diverse armi riconducibili a quest’uomo. Il materiale è stato affidato ai Ris di Messina per accertamenti specialistici, volti a verificare la compatibilità con i colpi esplosi, in particolare con quello ritenuto anomalo rispetto alle armi trovate sulla scena. Allo stato, l’uomo non risulta iscritto nel registro degli indagati.

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Tabulati telefonici e celle: la pista tecnologica

In assenza di testimoni oculari, le indagini si stanno concentrando anche sull’analisi dei tabulati telefonici e delle celle agganciate nell’area. L’obiettivo è verificare quali dispositivi fossero presenti nella zona nella finestra temporale compatibile con la sparatoria, indicata intorno alle ore 8 del mattino del 28 gennaio.
La mappatura dei segnali viene incrociata con altri elementi, come la segnalazione del motociclista che avrebbe dato l’allarme intorno alle undici. La distanza temporale tra l’orario presunto della sparatoria e l’allerta successiva è uno dei nodi centrali per valutare eventuali spostamenti e la possibilità che qualcuno abbia lasciato l’area prima dell’arrivo dei soccorsi.

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