Climatizzazione nelle scuole: il nodo degli edifici
Il problema principale riguarda le condizioni strutturali degli edifici scolastici. Secondo i dati della Società Italiana di Medicina Ambientale, soltanto l’11% degli istituti sarebbe dotato di impianti di climatizzazione; dove presenti, spesso gli apparecchi sono installati negli uffici di presidenza o in segreteria, non nelle classi.
Il Ministero dell’Istruzione ha destinato 20 milioni di euro agli interventi di raffrescamento, ma la somma è considerata insufficiente rispetto al fabbisogno complessivo. Installare condizionatori non significa soltanto acquistare macchinari: in molti casi servono verifiche tecniche, il potenziamento degli impianti elettrici e lavori di adeguamento.
Per una singola struttura, la spesa può arrivare a decine di migliaia di euro. A questi costi si aggiungono gli interventi necessari per migliorare l’isolamento termico, sostituire gli infissi e rendere gli ambienti più efficienti anche durante i mesi freddi.
Caldo nelle aule: le misure temporanee e le previsioni
In attesa di interventi più estesi, molte scuole stanno ricorrendo a soluzioni temporanee. In alcuni istituti sono state concesse deroghe alla divisa, permettendo soprattutto agli alunni della scuola primaria di indossare magliette a maniche corte per limitare il disagio causato dal caldo.
In presenza di condizioni climatiche particolarmente critiche, i dirigenti scolastici possono disporre una sospensione temporanea delle lezioni nelle aree interessate. Si tratta però di misure legate alle singole emergenze e non risolvono il deficit infrastrutturale che riguarda gran parte delle scuole italiane.
Nel breve periodo, l’attenzione resta rivolta all’evoluzione meteorologica. L’arrivo di perturbazioni e temporali potrebbe determinare un calo delle temperature, ma la situazione sarà monitorata territorio per territorio prima dell’avvio delle lezioni.