Anziani e pazienti cronici tra le persone più vulnerabili
Il quadro appare più delicato per gli anziani, per le persone con ridotta autonomia e per i pazienti affetti da patologie croniche. Con l’avanzare dell’età, infatti, la percezione della sete può diminuire e la capacità di reagire rapidamente agli sbalzi termici risulta spesso meno efficace. Questo può portare a sottovalutare la disidratazione fino a quando le conseguenze non diventano evidenti.
Una particolare attenzione è richiesta per chi convive con insufficienza cardiaca, ipertensione, diabete, malattie renali o respiratorie. In questi soggetti, l’equilibrio tra liquidi, pressione arteriosa e frequenza cardiaca può alterarsi più facilmente durante le giornate di afa. Il caldo può quindi contribuire alla comparsa o al peggioramento di episodi di scompenso, crisi ipertensive oppure ipotensive.
Nei casi in cui il cuore presenti già una funzionalità compromessa, lo sforzo per disperdere il calore può diventare difficile da sostenere. Possono emergere affanno, gonfiore agli arti, stanchezza insolita e aumento o irregolarità del battito. Tra le complicanze che richiedono maggiore attenzione figurano le aritmie cardiache, inclusa la fibrillazione atriale, oltre a eventi più gravi come infarto e ictus.
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