Le previsioni di Giuliacci sull’ondata africana
Secondo Giuliacci, il quadro meteorologico resterà caratterizzato da condizioni di forte stabilità e temperature ben oltre le medie stagionali. L’analisi evidenzia una fase di massima estensione del caldo su scala nazionale, con differenze rilevanti tra i settori costieri, più esposti alle brezze, e le aree interne, dove l’accumulo di calore sarà maggiore.
Secondo Giuliacci, questa nuova ondata di caldo di origine nordafricana “durerà nella sua forma massima su tutta l’Italia fino a sabato 18 luglio. L’apice si raggiungerà tra oggi, 14 luglio, e domani, 15 luglio, quando su quasi tutta la Penisola si supereranno i 35 gradi centigradi, con punte di 40 sulle isole maggiori, Foggiano, Materano e anche interno della Toscana”.
Le temperature oltre i 35 gradi potrebbero quindi interessare una porzione molto ampia del territorio italiano. Le situazioni più impegnative sono previste nelle ore centrali della giornata, quando il soleggiamento e la debole ventilazione favoriranno massime elevate. Nei centri abitati, l’effetto delle superfici asfaltate e degli edifici può inoltre mantenere i valori notturni su livelli alti, aumentando il disagio termico.

Perché l’anticiclone porterà valori così elevati
Uno degli elementi osservati dai principali modelli è la presenza di un’isoterma attorno a +30°C a 850 hPa, quota atmosferica situata approssimativamente a 1.500 metri. Si tratta di un parametro utilizzato in meteorologia per valutare le caratteristiche della massa d’aria senza l’influenza diretta delle condizioni locali, come il tipo di suolo, l’urbanizzazione, l’esposizione al sole o le brezze.
Un valore di questo tipo segnala un notevole potenziale termico. La subsidenza, ovvero il movimento discendente dell’aria all’interno dell’alta pressione, ne favorisce la compressione e il riscaldamento verso il suolo. In presenza di cieli sereni e scarsa ventilazione, la temperatura può così aumentare rapidamente, in particolare nelle pianure, nelle conche e nelle zone lontane dal mare.
Sardegna e Sicilia dovrebbero essere le prime regioni a entrare nella parte più intensa della fase calda, già tra martedì e mercoledì. In molte località interne sono attese massime oltre i 40 gradi. Il caldo si estenderà poi verso le regioni centrali e una larga parte del Sud peninsulare, con una progressione che renderà più difficile trovare sollievo anche nelle ore serali.
Le regioni più esposte tra venerdì e sabato
Tra venerdì 17 e sabato 18 luglio l’anticiclone africano dovrebbe raggiungere il suo momento di maggiore vigore. Le aree indicate come più esposte sono Sardegna, Sicilia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. In questi territori, soprattutto lontano dalle coste, le massime superiori a 40 gradi potrebbero risultare frequenti.
Le città del Centro saranno tra quelle da monitorare con maggiore attenzione. Roma, Firenze, Perugia e Napoli potrebbero affrontare giornate caratterizzate da caldo intenso e condizioni di afa, in particolare nei quartieri più densamente edificati. I picchi più elevati restano possibili nelle pianure interne sarde e siciliane e nelle vallate meridionali maggiormente protette dai venti, dove il limite dei 45 gradi può essere avvicinato.
Temperature di questa portata aumentano il rischio di disidratazione, colpi di calore e aggravamento di patologie preesistenti. La prudenza è particolarmente indicata per anziani, bambini, persone con fragilità e lavoratori esposti all’aperto. Nelle ore più calde è opportuno limitare le attività fisiche intense, assicurare un’adeguata idratazione e non lasciare persone o animali all’interno di veicoli fermi al sole. Resta inoltre elevata l’attenzione sul fronte degli incendi boschivi, favorita da vegetazione secca, alte temperature e venti locali.
Nord Italia: meno estremi termici, rischio temporali
Il quadro previsto al Nord sarà differente, pur senza escludere giornate molto calde. In Pianura Padana le massime dovrebbero collocarsi generalmente tra 35 e 37 gradi, livelli inferiori agli estremi attesi al Centro-Sud e sulle isole. Il disagio potrà comunque essere accentuato dall’umidità e dalla persistenza delle temperature elevate durante la notte.
La principale criticità settentrionale potrebbe essere legata alla formazione di temporali intensi. Il contrasto tra l’aria rovente nei bassi strati e infiltrazioni più fresche in arrivo dall’Europa occidentale può creare condizioni favorevoli a fenomeni localmente forti, soprattutto dalla serata di mercoledì fino a sabato. Sono possibili raffiche di vento, grandinate e rovesci abbondanti, con maggiore probabilità nelle zone alpine, prealpine e in alcune aree di pianura.
Quando finirà il caldo record in Italia
Le tendenze più recenti indicano un primo indebolimento dell’anticiclone africano nella giornata di domenica 19 luglio. L’ingresso di correnti più fresche di origine nord-atlantica dovrebbe avviare un graduale calo delle temperature, inizialmente sulle regioni settentrionali e su quelle centrali, dove il ricambio d’aria potrà risultare più rapido.
Entro la fine della stessa giornata il raffreddamento dovrebbe estendersi anche al Sud, pur con tempi e intensità differenti da zona a zona. La settimana seguente potrebbe riportare valori più vicini alle medie climatiche del periodo, o localmente inferiori, ponendo fine alla fase più eccezionale dell’ondata. Fino ad allora, gli aggiornamenti previsionali restano fondamentali per seguire l’evoluzione delle temperature e degli eventuali fenomeni temporaleschi.