«Una polveriera di calore»: l’energia accumulata nel mare
Per Grazzini, la situazione evidenzia una consistente quantità di energia termica trattenuta dalle acque. «Siamo davanti a una polveriera», spiega il meteorologo, osservando che l’anomalia è percepibile anche da chi entra in mare durante la stagione estiva.
Le temperature marine elevate non incidono soltanto sulla sensazione di refrigerio dei bagnanti. Possono sottoporre a stress gli ecosistemi, inclusi coralligeno e posidonia oceanica, e creare criticità per il settore della pesca e per gli allevamenti. Particolare attenzione riguarda la mitilicoltura nell’Adriatico.
Rischio maltempo in autunno con il Mediterraneo caldo
Il calore accumulato dal mare può favorire fenomeni meteorologici intensi nei prossimi mesi. «Finché c’è l’alta pressione non succederà niente, ma quando arriveranno vento e aria fresca sentiremo gli effetti dell’energia accumulata», spiega Grazzini.
Un mare più caldo aumenta l’evaporazione e può rendere l’atmosfera più instabile. In presenza dell’arrivo di correnti fresche e perturbate, queste condizioni possono contribuire allo sviluppo di temporali molto intensi e nubifragi.
Crisi climatica e oceani: perché il Mediterraneo si scalda
L’aumento della temperatura del mare si inserisce nel più ampio quadro del riscaldamento degli oceani a livello globale. Gli studi sul clima indicano che oltre il 90% del calore in eccesso associato al riscaldamento globale viene assorbito dalle acque oceaniche.
Il Mediterraneo, inoltre, si sta riscaldando più rapidamente della media degli oceani mondiali. Secondo la comunità scientifica, la riduzione delle emissioni di gas serra resta il principale strumento per limitare il fenomeno e contenere l’ulteriore crescita della temperatura del Mare Nostrum.