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“Can Yaman lo ha denunciato”. Finisce malissimo, la notizia choc dopo Sanremo: cosa sta succedendo

La relazione e gli atti depositati: “attacchi gratuiti” e “notizie assolutamente false”

La relazione tra l’attore e la producer sarebbe durata pochi mesi e si sarebbe conclusa la scorsa estate. Nella prima denuncia, redatta con l’assistenza dell’avvocato Claudio Breda, si fa riferimento a “attacchi gratuiti” e “notizie assolutamente false”. Sempre secondo gli esposti, l’esposizione mediatica avrebbe avuto conseguenze rilevanti sulla vita privata e lavorativa della musicista.

Can Yaman, immagine a corredo della notizia sulla querela

Le dichiarazioni di Sara Bluma

“Appena mi sono messa con Can, ha iniziato subito a pubblicare falsità e insulti – racconta Bluma a Repubblica – Io non sapevo neanche chi fosse. Sono fuori dal mondo del gossip e non voglio entrarci. Ma la situazione è grave”

Bluma ricostruisce l’inizio della vicenda con parole affidate a Repubblica: “Appena mi sono messa con Can, ha iniziato subito a pubblicare falsità e insulti – racconta Bluma a Repubblica – Io non sapevo neanche chi fosse. Sono fuori dal mondo del gossip e non voglio entrarci. Ma la situazione è grave”. La dj definisce il contesto una “tempesta mediatica” e afferma che il 10 gennaio “ha raggiunto livelli di follia inimmaginabili”.

In quelle ore, dopo la diffusione della notizia sul fermo e sul successivo rilascio dell’attore in un’inchiesta sugli stupefacenti che avrebbe coinvolto diversi volti noti di Istanbul, Rosica avrebbe scritto su Instagram: “Sarebbe stato tradito dalla sua ex che avrebbe fatto la soffiata alle autorità”.

Il punto contestato e le conseguenze

“Secondo lui avrei allertato il governo turco dall’Italia per far arrestare Can. Ma ci rendiamo conto? È folle solo pensarlo. Ma la cosa peggiore è che le persone ci credono”. Secondo la querela, sarebbe proprio quest’ultima affermazione a rappresentare l’elemento centrale del contenzioso. Bluma respinge le accuse e dichiara: “Secondo lui avrei allertato il governo turco dall’Italia per far arrestare Can. Ma ci rendiamo conto? È folle solo pensarlo. Ma la cosa peggiore è che le persone ci credono”.

La producer riferisce inoltre di essere stata bersaglio di una campagna di insulti e minacce, con ricadute sul piano personale e professionale. Tra i passaggi riportati, Bluma afferma: “Mi dava della drogata, della mala madre, della sbandata. Diceva che avevo abbandonato mio figlio per andare con Can. Psicologicamente è stato devastante. E non nascondo che mi ha creato anche parecchi disagi lavorativi. Io sono una dj e l’immagine per me è fondamentale”.

Can Yaman, immagine di archivio associata alla vicenda

Le ripercussioni sul figlio della dj e la scelta delle vie legali

Negli atti, sempre secondo quanto riportato, vengono richiamate conseguenze che avrebbero riguardato anche il figlio di sei anni della musicista, nato da una precedente relazione. Bluma dichiara: “Lui è piccolo e fortunatamente ancora non capisce queste cose. Ma le persone a scuola parlano. E sentire storie inventate sulla madre non gli fa bene. Ha solo sei anni e potrebbe essere seriamente segnato da queste accuse”.

Il riferimento al minore viene indicato come uno degli aspetti più delicati della vicenda e come elemento che avrebbe inciso sulla decisione di procedere formalmente con le denunce.

Le date delle querele e l’esame della Procura di Roma

La prima querela risulta depositata il 23 agosto con la firma congiunta di Can Yaman e Sara Bluma. Successivamente, la producer avrebbe presentato altre due denunce, l’ultima datata 13 gennaio. Ora sarà la Procura di Roma a valutare il contenuto dei post e stabilire se sussistano i presupposti per procedere.

In attesa delle determinazioni degli inquirenti, la vicenda apre per l’attore e per la producer un fronte giudiziario distinto dall’esposizione mediatica legata alle apparizioni pubbliche e televisive.

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