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Cancellato il volto dell’angelo Meloni, il restauratore: “Ecco chi mi ha chiesto di farlo”

La posizione della Curia e la decisione di intervenire

Il caso ha avuto un riscontro immediato anche negli ambienti vaticani. Il cardinale Baldo Reina ha diffuso una nota in cui ha ribadito “con fermezza che le immagini d’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica”. In questo contesto è maturata la scelta di intervenire sull’opera.

Nei giorni successivi, secondo quanto ricostruito, si sono svolti contatti e riunioni tra la soprintendenza, l’ente proprietario dell’edificio (il Fondo edifici di culto), l’ufficio per l’edilizia di culto del Vicariato di Roma e monsignor Daniele Micheletti, parroco di San Lorenzo in Lucina. Il confronto ha portato alla rimozione del volto attribuito alla premier dal dipinto.

Resta ora aperta la fase di recupero dell’opera originaria, con l’obiettivo dichiarato di riportare la cappella alla sua iconografia iniziale e chiudere una vicenda che ha sollevato interrogativi sull’utilizzo delle immagini nell’arte sacra.

Polemica sull’angelo di San Lorenzo in Lucina e la foto rilanciata sui social

Parallelamente, sui social è stata rilanciata quella che viene indicata come l’immagine originale dell’angelo. A pubblicarla è stato l’architetto Cino Zucchi, che ha scritto: «È questa la foto originale dell’angelo dipinto nella basilica di San Lorenzo in Lucina». La condivisione ha alimentato discussione anche per la presenza, nel post, di una trasformazione ironica che ritrae Meloni in Mussolini.

Contattato telefonicamente, Zucchi ha riferito di aver recuperato la foto dall’account Instagram di Roma Aeterna e ha spiegato il senso dell’iniziativa: «ama fare dei post ironici». Ha inoltre precisato: «era solo un gioco», chiarendo che l’intento era quello di proporre una lettura ironica e non offensiva.

Immagine condivisa sui social relativa all’angelo della basilica di San Lorenzo in Lucina

Le attività della Sovrintendenza: controlli su provenienza e autenticità dell’immagine

Dopo la circolazione del contenuto online, la Sovrintendenza ha avviato verifiche per accertare se la foto dell’angelo sia reperibile in archivi ufficiali o se sia stata diffusa in una versione alterata o senza autorizzazione. I funzionari stanno conducendo ricerche per chiarire la provenienza dell’immagine e la correttezza delle modalità di pubblicazione.

La diffusione del post ha attirato l’attenzione di utenti e media, alimentando un confronto sul confine tra contenuti ironici e tutela delle opere d’arte e dei simboli. Le autorità culturali mirano a verificare anche eventuali profili legati ai diritti d’autore e all’integrità dell’opera.

Social, satira e contenuti virali: il contesto della vicenda

Nel ribadire le proprie motivazioni, Zucchi ha indicato che l’obiettivo era la pubblicazione di un contenuto ironico e creativo, sottolineando l’uso dei social per la rielaborazione di immagini note. Ha confermato: «Ama fare dei post ironici» e ha precisato che l’accostamento presente nel post doveva essere letto in chiave satirica.

L’episodio evidenzia come la circolazione rapida di immagini online possa trasformare anche contenuti legati all’arte in materiale di dibattito pubblico, rendendo necessario distinguere tra condivisione, reinterpretazione e possibili profili di tutela.

Le prossime fasi: archivi, accertamenti e recupero dell’iconografia originale

Le ricerche della Sovrintendenza proseguono per chiarire l’autenticità della foto indicata come originale e per definire come sia stata resa pubblica. Sul fronte della cappella, l’obiettivo resta il ripristino dell’impostazione iniziale del dipinto, sulla base della documentazione che sarà reperita.

Nel frattempo, l’attenzione resta alta e Zucchi continua a presentare la propria pubblicazione come un contenuto ironico, ribadendo che «era solo un gioco».

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