Italia: numeri del tumore del colon-retto e importanza dello screening
In Italia il tumore del colon-retto è la seconda neoplasia per frequenza, con circa 49mila nuovi casi ogni anno, ed è tra le principali cause di mortalità oncologica. Secondo i dati riportati, la mortalità risulta in diminuzione grazie ai progressi nelle cure e nella diagnosi precoce, ma il numero complessivo di nuove diagnosi resta elevato, con indicazioni di incremento anche tra le fasce più giovani.
In ambito preventivo, viene indicato che nove casi su dieci potrebbero essere evitati attraverso controlli mirati, a partire dal test del sangue occulto nelle feci. Lo screening è previsto gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale per i cittadini tra i 50 e i 70 anni, con cadenza biennale, tramite kit ritirabile in farmacia e successiva consegna del campione per l’analisi.
Dal polipo al tumore: perché la diagnosi precoce fa la differenza
Una quota rilevante dei carcinomi colonrettali deriva da polipi inizialmente benigni che possono evolvere nel tempo. È in questo intervallo che gli strumenti di prevenzione e diagnosi precoce possono incidere in modo significativo. In caso di positività al test, il percorso prevede l’invio a colonscopia, esame utile per individuare eventuali lesioni, rimuoverle o effettuare biopsie quando necessario.
La partecipazione ai programmi di screening oncologico è associata a una riduzione della mortalità per tumore del colon-retto stimata tra il 20% e il 30%, grazie all’identificazione precoce e all’avvio tempestivo delle cure.