
La replica di Sasso e la difesa dei deputati vicini a Vannacci
Dal fronte di Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, arriva una chiusura netta: le accuse vengono respinte. Sasso rivendica le proprie parole e sostiene che l’idea di assegnare “prima le case popolari agli italiani e molto dopo bengalesi, pachistani e marocchini” sia “un’opinione politica e non razzismo”.
E rilancia con una frase destinata a far discutere: “Voi siete razzisti con gli italiani”. Il senso, nella sua ricostruzione, è quello di un centrosinistra che vorrebbe impedire agli avversari di esprimere posizioni scomode. Ma dall’altra parte la contestazione non si spegne.
Interviene anche Edoardo Ziello a difesa del collega, osservando che a presiedere la seduta era proprio Anna Ascani del Pd e che, se avesse ritenuto gli interventi offensivi o contrari al regolamento, avrebbe richiamato formalmente Sasso. Intanto, il gesto più forte arriva dai banchi del Pd: Ouidad Bakkali lascia l’Aula in segno di protesta. Un’uscita che diventa immediatamente un messaggio politico, perché racconta un disagio che va oltre la singola frase e punta dritto al clima che si respira in quel momento.
Poco dopo, Bakkali spiega sui social la scelta di andarsene: “È stata violata la dignità del Parlamento italiano, sono stati offesi cittadini e cittadine italiane, le persone di origine immigrata e le persone povere”. Una frase che riaccende il confronto anche fuori dall’Aula e fotografa l’effetto immediato di questa giornata: il Piano casa, nato per parlare di emergenza abitativa e fragilità, finisce travolto da uno scontro politico che lascia dietro di sé rabbia, accuse pesantissime e una frattura che sembra tutt’altro che ricomposta.