Urla e interruzioni in Aula dopo l’intervento di Simonetta Matone
Le dichiarazioni della deputata hanno provocato una reazione immediata dai banchi del centrosinistra, con proteste e urla che hanno reso difficile proseguire la discussione. Nel corso della bagarre, la situazione si è ulteriormente irrigidita quando Matone avrebbe rivolto ai colleghi dell’opposizione l’accusa di fascisti, mentre tentavano di interromperla.
A quel punto è intervenuto il presidente di turno Sergio Costa, richiamando l’ordine e censurando l’espressione utilizzata, ritenuta non accettabile nel confronto parlamentare. Dall’opposizione si è quindi levato un coro di vergognati, accompagnato da ulteriori riferimenti polemici che hanno mantenuto alta la tensione.
Politica interna e scontri di Torino: il dibattito si sposta dai fatti internazionali
L’episodio conferma un clima di forte nervosismo in Parlamento, con difficoltà evidenti nel contenere lo scontro anche in momenti formalmente dedicati alla memoria e al raccoglimento. La sovrapposizione tra un fatto internazionale, come la commemorazione delle vittime di Minneapolis, e le contestazioni legate alla sicurezza e alle manifestazioni di Torino ha contribuito a polarizzare ulteriormente il confronto.
I lavori sono proseguiti tra i richiami della presidenza, mentre in Aula restava un quadro di contrapposizione netta tra i gruppi, in particolare tra Lega e Partito Democratico, con un dibattito segnato da interruzioni e accuse reciproche.