
La protesta del Movimento 5 Stelle nell’Aula del Senato
Dopo la notizia del parere negativo, i senatori del M5S hanno occupato i banchi riservati al governo, mostrando cartelli con la scritta “Fuori le chat”. L’iniziativa ha interrotto il regolare svolgimento dei lavori e ha richiamato l’attenzione dell’intera Assemblea sul voto avvenuto alla Camera.
Nel corso della protesta, dai banchi pentastellati si sono levate grida di “Vergogna!”. A queste sono seguite le risposte di alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, in un botta e risposta che ha reso il clima particolarmente teso. Secondo quanto riferito, alcuni parlamentari si sono avvicinati alla zona dell’occupazione e sono intervenuti altri colleghi per evitare che il confronto degenerasse in un contatto diretto.
La presidente di turno, Mariolina Castellone, ha invitato più volte i senatori a lasciare i banchi del governo e a consentire la ripresa ordinata della seduta. Di fronte al protrarsi della protesta e all’impossibilità di riportare immediatamente la calma, ha quindi disposto la sospensione della seduta, chiedendo il supporto dei commessi parlamentari.
L’episodio ha riportato al centro del dibattito il rapporto tra attività giudiziaria e autorizzazioni parlamentari. La procedura prevista non riguarda il merito delle ipotesi investigative, ma valuta la possibilità di acquisire materiale ritenuto rilevante dalla Procura quando esso coinvolge comunicazioni di un parlamentare o di un componente dell’esecutivo.
Le chat richieste dalla Procura di Roma
La richiesta dei magistrati riguarda le conversazioni che, secondo la ricostruzione dell’accusa, potrebbero contribuire a chiarire la posizione effettiva dei soci nella gestione del ristorante. Gli investigatori ritengono che gli scambi di messaggi possano aiutare a delineare ruoli, rapporti e decisioni interne all’attività commerciale.
Nel materiale inviato alla Camera, il procuratore di Roma Francesco Lo Voi e i magistrati titolari del fascicolo fanno riferimento anche ai dati emersi dal telefono sequestrato a Mauro Caroccia e alle dichiarazioni raccolte nel corso degli interrogatori. L’ipotesi investigativa è che fosse attiva una chat dedicata alla gestione di “Le 5 Forchette”, alla quale avrebbe preso parte anche Delmastro.
Per la Procura, l’eventuale esame dei messaggi costituirebbe un elemento utile nella ricostruzione dei rapporti tra le persone coinvolte. La circostanza, come ogni elemento contenuto nel fascicolo, dovrà essere verificata nell’ambito degli accertamenti in corso e non rappresenta di per sé un giudizio definitivo sulle responsabilità individuali.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva