Davide Carlomagno rompe il silenzio dopo la morte dei genitori
Dopo le parole di Davide Carlomagno, fratello di Claudio che oggi si trova in carcere, è emerso il quadro completo della disperazione dei genitori. Come racconta lui stesso, «Erano venuti da me per fuggire da Anguillara. Quando sono rientrato in casa non c’erano, ho trovato la lettera e chiamato mia zia perché corresse da loro». Davide ha sperato fino all’ultimo che le parole scritte a mano dai genitori fossero solo uno sfogo, un tentativo estremo di far fronte all’odio collettivo e social che li aveva travolti. La lettera ha rivelato la loro incapacità di continuare a vivere sotto il peso della vergogna e della pressione esterna.
Indagini e ombra giudiziaria: l’Istigazione sotto la lente
Con l’apertura del fascicolo per istigazione al suicidio, la Procura di Civitavecchia si propone di ricostruire con attenzione non solo le dinamiche materiali del gesto dei genitori di Carlomagno, ma anche gli elementi che possono aver contribuito alla loro disperazione. Secondo quanto emerge da Fanpage, nel mirino degli inquirenti ci sono i messaggi d’odio ricevuti dopo l’arresto del figlio, commenti spesso duri e spietati sulla figura della famiglia.
Parallelamente, l’indagine sul femminicidio di Federica Torzullo prosegue nel suo corso: Carlomagno, che ha confessato davanti al gip di Civitavecchia di aver ucciso la moglie e di aver occultato il corpo nei terreni della ditta di famiglia, è attualmente sorvegliato a vista per timore di gesti autolesionistici dopo la notizia della morte dei genitori, come riporta Ansa.
Nel frattempo, la comunità di Anguillara Sabazia, scossa da una sequenza di vicende dolorose, si interroga sulle responsabilità collettive e individuali di una tragedia nella tragedia, tra giustizia penale, giudizio sociale e fragilità umane.