
La vicenda che si dipana ad Anguillara Sabazia, alle porte di Roma, ha assunto nei giorni scorsi contorni sempre più drammatici: non più soltanto un omicidio efferato, ma un effetto a catena di dolore che ha coinvolto l’intera famiglia e chi li conosceva. Nel cuore di questa tragedia c’è un bambino di dieci anni che, nel giro di poche settimane, ha perduto la madre, i nonni paterni e ha visto il padre in carcere, per ora lontano dalla sua vita quotidiana e dal suo sguardo. La cronaca di questi sviluppi si intreccia con un tentativo – ferito e fragile – di un uomo di spiegare l’inspiegabile.
È questa dimensione umana e al tempo stesso giudiziaria che emerge dall’ultimo capitolo della vicenda: una lettera dal carcere scritta da un padre al figlio, e destinata a rimanere segreta per ora, come segno di un rapporto lacerato oltre ogni immaginazione.

Femminicidio, l’assassinio di Federica Torzullo
Nel gennaio scorso, la quiete di una famiglia apparentemente normale è stata squarciata da un atto di violenza brutale. Federica Torzullo, ingegnere di 41 anni, è stata uccisa nella notte dell’8 gennaio ad Anguillara Sabazia dal marito, Claudio Carlomagno, con almeno ventitré coltellate, come emerso dall’autopsia sul suo corpo ritrovato sepolto in un terreno di sua proprietà. L’omicidio è stato ora qualificato come femminicidio, aggravato dalla violenza e dalla dinamica del gesto, come riporta Rai News.
Le forze dell’ordine hanno trovato il corpo in un canneto, dopo giorni di ricerche, e Carlomagno è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. La dinamica dell’omicidio includeva anche il tentativo di nascondere il corpo e di ostacolare le indagini.

La lettera e l’affido del figlio
Dall’interno del penitenziario di Civitavecchia, dove è detenuto sotto stretta sorveglianza, Claudio Carlomagno ha scritto una lettera indirizzata al figlio di dieci anni. Si tratterebbe, riporta Libero, di un tentativo dell’uomo di spiegare le ragioni del gesto che ha cancellato la madre del bambino. Sul contenuto la difesa mantiene il massimo riserbo, e la missiva non è stata consegnata al minore per motivi di tutela psicologica e sicurezza.
L’avvocato difensore, Andrea Miroli, ha ribadito che un incontro tra padre e figlio in carcere è attualmente impensabile, “ben al di là di ogni aspettativa”. Il Tribunale per i minorenni di Roma ha nominato tutore legale del bambino il sindaco di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo, e ha disposto l’affidamento temporaneo ai nonni materni, mentre si valuta anche il coinvolgimento di una zia materna.
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