Il rapimento di Santina Renda nel 1990
Santina Renda aveva sei anni quando, il 23 marzo 1990, scomparve dal quartiere Cep di Palermo. Stava giocando con la sorellina e altri bambini quando sarebbe stata avvicinata da sconosciuti e caricata su un’auto bianca di grossa cilindrata.
Secondo le testimonianze raccolte all’epoca, a bordo del veicolo ci sarebbero stati un uomo magro, alto, con barba nera e occhiali da sole, e una donna. Fu predisposto un identikit, ma non sono mai stati individuati responsabili.
Nel corso degli anni il caso è rimasto formalmente aperto, pur attraversando diverse fasi investigative. Per l’ultima indagine è stata chiesta l’archiviazione, ma la famiglia ha annunciato opposizione.
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Ragazze sepolte nel ranch di #Epstein? “Verificare se vi sono corpi compatibili con Santina Renda”, istanza del legale della madre della bambina scomparsa da #Palermo nel 1990, Luigi Ferrandino. “Mia assistita disponibile a dare il DNA”.#chilhavisto→ https://t.co/gGD1ra9GoT pic.twitter.com/6LDz2lkBSR
— Chi l’ha visto? (@chilhavistorai3) February 25, 2026
Perché il nome di Santina torna ora
Il motivo per cui oggi si torna a parlare di Santina Renda è legato esclusivamente alla diffusione delle mail riconducibili agli archivi statunitensi sul caso Epstein. Il passaggio che menziona “due ragazze straniere” sepolte sulle colline intorno allo Zorro Ranch ha spinto i familiari a chiedere verifiche, pur in assenza di collegamenti accertati.
Al momento non risultano riscontri ufficiali che leghino la scomparsa della bambina siciliana alle vicende americane. Le eventuali verifiche dipenderanno dalle iniziative delle autorità statunitensi e dagli sviluppi delle indagini oltreoceano.
Nel frattempo, la famiglia continua a chiedere che ogni elemento venga approfondito, nella speranza di fare luce su una scomparsa che, a distanza di oltre trent’anni, non ha ancora trovato una risposta definitiva.