Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Caso Garlasco, la decisione della famiglia Poggi è arrivata: l’annuncio

Le dichiarazioni di Marco Poggi su Alberto Stasi

La posizione della famiglia era stata illustrata in modo netto da Marco Poggi, fratello di Chiara, nel corso di un’intervista a Quarto Grado. Il suo racconto ha richiamato il percorso che lo avrebbe portato a maturare una convinzione sulla responsabilità di Stasi.

«Non è che non vogliamo cambiare idea»

Marco Poggi aveva spiegato che, inizialmente, non escludeva l’innocenza dell’ex fidanzato di Chiara. Alberto Stasi era la persona a lei più vicina e, come ricordato dal fratello della vittima, le dimostrava affetto. Con il procedere del processo e l’ascolto delle udienze, la sua valutazione sarebbe però cambiata.

«Leggendo le motivazioni della carcerazione ho capito che nelle sue dichiarazioni tante cose non tornavano»

Tra gli elementi richiamati dal fratello di Chiara vi sono le spiegazioni rese da Stasi sul DNA di Chiara trovato sui pedali della bicicletta. Secondo Marco Poggi, tali aspetti hanno contribuito a consolidare la sua convinzione sulla responsabilità dell’ex fidanzato.

Caso Garlasco, il giudizio della famiglia su Sempio

Ancora più esplicita era stata la valutazione di Marco Poggi rispetto alle nuove contestazioni a carico di Andrea Sempio. Le sue parole fotografano la distanza tra la ricostruzione condivisa dai familiari e quella oggi prospettata dagli inquirenti.

«Non mi ha convinto quello che è stato detto su di lui, non ho cambiato idea. Sono invece convinto che la sentenza su Stasi sia la verità. Non pretendiamo che lo sia per tutti»

La famiglia Poggi, quindi, non intende affiancare l’accusa nel possibile procedimento contro Sempio. Questa decisione non incide sul lavoro della Procura né anticipa l’esito di eventuali future valutazioni del tribunale.

La ricostruzione della Procura di Pavia

Secondo l’impianto accusatorio della Procura di Pavia, Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi nella mattinata del 13 agosto 2007. L’ipotesi investigativa collega il delitto al presunto rifiuto di un approccio sessuale.

Per i magistrati, l’indagato avrebbe colpito la giovane più volte con un oggetto contundente, inizialmente al volto, provocandone la caduta. La ricostruzione prosegue con il presunto trascinamento della vittima verso la porta della cantina e con ulteriori colpi mentre avrebbe tentato di reagire.

Secondo l’accusa, il corpo sarebbe stato poi spinto lungo le scale della cantina e i colpi sarebbero proseguiti anche quando Chiara Poggi era già priva di sensi. Le lesioni cranio-encefaliche riportate dalla giovane sarebbero state, nella prospettazione della Procura, la causa della morte.

Le aggravanti e il movente ipotizzato

Nella richiesta vengono contestate a Sempio anche le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti. Il movente individuato dagli inquirenti sarebbe collegato alla presunta visione casuale di un video intimo che ritraeva Chiara Poggi e Alberto Stasi.

Secondo questa ricostruzione, quella circostanza avrebbe alimentato un’ossessione nei confronti della giovane. Si tratta, in ogni caso, di un’ipotesi accusatoria ancora da sottoporre al contraddittorio delle parti e alla verifica dell’autorità giudiziaria.

Il caso Garlasco si avvia quindi verso un passaggio che potrebbe avere conseguenze rilevanti. Da una parte resta la posizione della famiglia Poggi, convinta della responsabilità già accertata di Stasi; dall’altra, la Procura sostiene di avere individuato un ulteriore presunto responsabile. Per le nuove accuse, la verità giudiziaria dovrà ancora essere definita nelle sedi competenti.

Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure