Ricina, gli investigatori nello studio di Gianni Di Vita
Gli accertamenti non si sono limitati all’abitazione. Nello stesso giorno del sopralluogo, secondo quanto riferito dal Tg1, gli investigatori sarebbero entrati anche nello studio professionale di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, che svolge l’attività di commercialista in un appartamento situato di fronte alla casa di famiglia. La circostanza è stata riportata da ANSA e da Libero Quotidiano.
L’inchiesta continua dunque a muoversi su più fronti. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire come la ricina sia entrata nella disponibilità delle vittime e quale sia stato il percorso che ha portato all’avvelenamento. Nei giorni scorsi erano inoltre proseguiti gli accertamenti su dispositivi elettronici e comunicazioni riconducibili alla famiglia: secondo Libero Quotidiano, dalle chat dei telefoni sequestrati sarebbero emersi elementi ritenuti dagli investigatori di interesse per l’indagine.