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Caso ricina, la svolta sconvolgente: “La prof ha detto tutto”. Notizia bomba

Le testimonianze e i rapporti familiari

L’inchiesta si basa su un ampio lavoro di raccolta testimoniale che coinvolge circa cento persone. Gli investigatori stanno incrociando dichiarazioni e verificando possibili contraddizioni emerse nei racconti raccolti nel corso delle audizioni.

Particolare attenzione viene riservata ai rapporti interni alla famiglia e a eventuali tensioni pregresse. Le verifiche includono anche aspetti economici e dinamiche personali considerate potenzialmente rilevanti nel contesto dell’indagine.

Tra le piste al vaglio non vengono escluse neppure possibili tensioni sentimentali legate alla figura di Gianni Di Vita, commercialista ed ex sindaco di Pietracatella, descritto da alcuni conoscenti come una figura centrale nella rete di relazioni locali.

Analisi dei dispositivi e nuovi elementi investigativi

Parallelamente alle testimonianze, lo Sco sta analizzando dispositivi elettronici sequestrati alla famiglia, tra cui telefoni cellulari, tablet e computer appartenenti a Sara Di Vita, Antonella Di Ielsi e alla figlia sopravvissuta Alice, considerata parte lesa insieme al padre.

Proprio il telefono di Alice potrebbe aver fornito nuovi elementi utili alle indagini. La giovane, su consiglio del legale della famiglia materna, avrebbe annotato con precisione alimenti consumati, sintomi e persone presenti durante i pasti delle festività natalizie.

Questi dettagli vengono ora considerati dagli investigatori una possibile chiave per ricostruire le ultime ore prima del decesso e individuare eventuali responsabilità.

La posizione di Gianni Di Vita

Nel frattempo, Gianni Di Vita ha dichiarato la propria disponibilità a consegnare il cellulare personale, l’unico dispositivo della famiglia non ancora sottoposto a sequestro.

Un gesto che si inserisce in un contesto investigativo ancora in pieno sviluppo, dove ogni elemento viene analizzato per chiarire le circostanze della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, in un’inchiesta che resta tra le più delicate e complesse attualmente seguite dalla magistratura molisana.

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