Morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita: cosa emerge dagli accertamenti
La morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e di Sara Di Vita continua a lasciare aperti numerosi interrogativi. Gli accertamenti hanno confermato per entrambe un’intossicazione acuta da ricina, una tossina estremamente pericolosa, ma resta ignoto il modo in cui sia entrata nei loro organismi.
Secondo le valutazioni degli specialisti, la via orale è quella ritenuta più probabile. Non è stato però individuato con certezza il veicolo dell’esposizione: non si sa se la sostanza fosse presente in un alimento, in una bevanda oppure in altro materiale.
Resta inoltre da definire il punto centrale della vicenda: non è stato ancora possibile stabilire sul piano scientifico se l’avvelenamento sia stato accidentale o se sia riconducibile a un’azione volontaria. Proprio questa incertezza rende decisive le verifiche che proseguono su più fronti.
La Procura di Larino, guidata da Elvira Antonelli, procede per duplice omicidio volontario aggravato dall’uso di sostanze velenose. Il fascicolo, al momento, è aperto contro ignoti.
Analisi su alimenti e reperti: attesi gli esiti delle verifiche
Alle perquisizioni sui computer si affianca il lavoro scientifico sui materiali sequestrati nel corso delle indagini. Gli investigatori attendono gli esiti definitivi delle analisi eseguite su 70 alimenti e su 131 reperti e campioni raccolti.
Gli esami potrebbero contribuire a individuare l’eventuale alimento o bevanda attraverso cui la tossina sarebbe stata assunta. È un tassello essenziale della ricostruzione, perché dalla possibile individuazione del veicolo dipenderà una parte rilevante delle successive valutazioni investigative.
Nel frattempo sono state ascoltate circa duecento persone. Alcune sono state sentite più di una volta per approfondire relazioni personali, abitudini e circostanze precedenti alla tragedia che ha colpito la famiglia.
Le verifiche previste il 13 e il 15 ottobre aggiungono ora la pista informatica a un’indagine già complessa. L’obiettivo è capire se, prima della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, qualcuno abbia cercato informazioni sulla ricina utilizzando i dispositivi delle due scuole. Per ora non emergono conclusioni: l’esito degli accertamenti resta aperto.
