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Certificati malattia, le nuove regole: ecco da quando e valido il certificato medico

C’è però un limite preciso: soltanto un giorno

La nuova possibilità non consente di retrodatare liberamente il certificato.

Il limite è molto preciso: può essere riconosciuto soltanto il giorno immediatamente precedente a quello della visita.

Nel certificato il medico deve indicare, nell’apposito campo relativo alla data dalla quale il paziente dichiara di essere ammalato, una data coincidente con il giorno precedente alla visita.

Se invece viene indicato un giorno ancora precedente, andando quindi oltre le 24 ore, la tutela previdenziale non può essere riconosciuta retroattivamente.

La stessa impostazione può trovare applicazione anche nei certificati relativi alla continuazione o alla ricaduta della malattia, sempre nel rispetto delle condizioni previste.

Attenzione al sabato, alla domenica e ai festivi

È proprio qui che arriva una delle limitazioni più importanti.

Il giorno precedente alla visita non viene riconosciuto retroattivamente se si tratta di:

  • sabato;
  • domenica;
  • giorno festivo infrasettimanale.

In queste situazioni entra in gioco il servizio di continuità assistenziale, comunemente conosciuto come guardia medica.

Il motivo è legato all’organizzazione dell’assistenza sanitaria: nei giorni in cui il medico di famiglia non è ordinariamente disponibile, il lavoratore deve rivolgersi al servizio previsto per le necessità assistenziali che non possono essere rinviate.

Di conseguenza, la nuova regola non può essere utilizzata per trasformare successivamente in un giorno di malattia una giornata festiva o un giorno nel quale era previsto il ricorso alla continuità assistenziale.

Il lavoratore non può scegliere autonomamente la data

Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda la certificazione. La nuova regola non significa che sia sufficiente comunicare al medico di essersi sentiti male il giorno prima per ottenere automaticamente la copertura. È il medico, sulla base della visita e della propria valutazione clinica, a dover attestare la decorrenza dell’evento e a compilare correttamente il certificato.

Per questo motivo, quando compaiono i sintomi, è importante contattare il proprio medico il prima possibile. Se la visita avviene il giorno successivo, il medico potrà valutare la possibilità di indicare come inizio della malattia proprio la giornata precedente, sempre entro i limiti stabiliti dall’INPS.

La modifica riguarda la tutela previdenziale della malattia, ma non elimina gli altri obblighi del lavoratore. Restano infatti valide le eventuali regole stabilite dal contratto collettivo applicato e dal rapporto di lavoro, comprese quelle relative alla comunicazione dell’assenza al datore di lavoro.

In altre parole, anche quando il certificato può essere fatto decorrere dal giorno precedente, il dipendente deve continuare a rispettare le procedure previste per comunicare tempestivamente la propria assenza.

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