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Che lavoro faceva Elly Schlein prima della politica? Dal cinema ai documentari

schlein da giovane foto

Oggi Elly Schlein è uno dei volti più riconoscibili della politica nazionale, alla guida del Partito Democratico e protagonista del dibattito pubblico tra opposizione e proposte di rinnovamento. La sua figura è associata a temi come diritti, lavoro, ambiente e nuove generazioni, con un ruolo centrale nello scenario politico italiano contemporaneo.

Ma prima di arrivare ai vertici delle istituzioni, quale strada ha percorso davvero? Da dove nasce il suo impegno e cosa faceva prima di entrare in politica?

Elly Schlein in un'immagine di repertorio

Gli studi universitari di Elly Schlein tra DAMS e Giurisprudenza

Prima di affermarsi come figura centrale della politica italiana, Elly Schlein ha maturato esperienze legate allo studio universitario, alla comunicazione e al mondo dell’audiovisivo. Il suo percorso, prima dell’ingresso nelle istituzioni, comprende attività nel cinema, nella scrittura e nell’organizzazione di progetti culturali e associativi.

Dopo aver conseguito il diploma al Liceo di Lugano, Elly Schlein si trasferisce a Bologna per intraprendere gli studi universitari. Inizia frequentando il DAMS e successivamente passa a Giurisprudenza, dove conclude il percorso laureandosi con il massimo dei voti.

Le sue tesi si concentrano su temi come carcere, migrazioni e diritti, argomenti che, negli anni, torneranno anche nelle battaglie portate avanti sul piano pubblico.

Il lavoro nel cinema: recensioni, festival e documentari

Tra gli aspetti meno noti del suo curriculum c’è l’esperienza legata al settore audiovisivo. Nel tempo, Elly Schlein ha firmato recensioni e contributi di taglio critico per blog e testate, seguendo per diversi anni il Festival del Film di Locarno.

Oltre all’attività di scrittura, ha partecipato anche a un progetto documentaristico: la collaborazione a “Anija – La Nave” di Roland Sejko (Istituto Luce – Cinecittà), dedicato alla fuga dall’Albania verso l’Italia nei primi anni Novanta.

Il documentario ha ricevuto il riconoscimento del David di Donatello 2013 come miglior documentario, rappresentando una delle esperienze professionali più rilevanti prima del suo passaggio alla politica istituzionale.

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